Depressione post-partum

Le esperienze di questi anni, gli affiancamenti fatti, le difficoltà incontrate, le mamme conosciute mi hanno spinto a scrivere su un argomento scottante quanto attuale come la depressione post- parto.
Tengo a precisare che non sono un medico o una psicologa, ho solo studiato psicologia a scuola ed essendo sempre stata affascinata dall’ aspetto emotivo della persona umana ne ho approfondito lo studio.
Inoltre io stessa in un periodo della mia vita ho fatto analisi e questo ha contribuito oltre che alla mia crescita personale anche a pormi in una posizione di ascolto maggiore verso gli altri e di ulteriore sensibilità.
La gravidanza e la nascita di un bimbo sono esperienze molto coinvolgenti, straordinarie, entusiasmanti per una donna, ma anche sconvolgenti, sia da un punto di vista fisico che psichico, a cui alcune volte non si è preparate.
Tutto ciò anche a causa della nostra cultura, poiché ancora adesso, si pensa che essere donna sia l’equivalente di essere mamma , ma non è esattamente così o almeno non per tutte.
Donne, come mamme, si diventa attraverso un percorso interiore a cui non ci si può sottrarre e con cui la mamma deve fare i conti prima o poi.
Per questo seguire un corso di preparazione al parto in cui le donne possano dialogare tra di loro, parlare con la conduttrice, esprimere i propri dubbi, le sensazioni, rivivere un po’ il proprio vissuto, è importante per conoscersi più a fondo e magari superare degli antichi conflitti.
Qui naturalmente escluderei quei corsi in cui ci sono molte coppie di genitori sedute in una sala in cui gli oratori vengono a tenere le loro lezioni di puericultura, psicologia, fisiologia e rilassamento,poiché non servono a molto, favorendo invece i piccoli gruppi in cui ognuno anche se timido, può trovare la forza di esprimere il proprio pensiero e il proprio vissuto.
Non ho avuto, nel corso della mia esperienza , mamme incorse nella depressione quando le ho conosciute ed affiancate prima della nascita del piccolo.
Non dico questo perché voglio arrogarmi il merito di ciò, ma perché a mio avviso la mamma che pensa di farsi sostenere da un’altra persona professionalmente preparata, che sente la necessità di investire su di sé delle risorse economiche è una persona particolarmente sensibile e che non ha il timore di guardarsi dentro e mettersi in gioco.
Per tornare all’investimento economico che una donna affronta quando decide di farsi affiancare da una doula questo ritorna come beneficio per tutta la nuova famiglia.
Lo sconvolgimento ormonale dovuto proprio al travaglio e al parto è molto forte e il sostegno che può venire da una persona esterna è importante poiché una mamma più serena è più disponibile, più rilassata con il proprio bimbo e di conseguenza con il proprio compagno.
Inoltre tutti i neo papà dopo pochi giorni, salvo eccezioni, rientrano al lavoro, altri non hanno proprio potuto assentarsi ed allora la mamma si ritrova nella solitudine più totale e questo può rivelarsi pesante.
Quando vengo chiamata a cose fatte,quando la mamma ed il piccolo sono a casa, quando cioè il problema si è già instaurato e la coppia sente la necessità di venirne fuori ,le cose sono un po’ più complesse, ma sempre risolvibili con un po’ più di pazienza.
Ritrovarsi sole, a casa, senza più il campanello accanto da poter suonare per avere un aiuto alle volte è destabilizzante e mette in atto delle crisi di panico che non si dimenticano facilmente.
Tornando alla depressione vorrei fare una precisazione; quando una donna ha avuto anche solo nella sua giovane età problemi di depressione, superati e magari anche quasi del tutto dimenticati nel momento in cui si affaccia alla maternità dovrebbe parlarne al suo medico di fiducia , o alla sua ostetrica e con la sua doula.
Questo per mettere alle persone che la affiancano di avere un atteggiamento più attento nei suoi confronti.
La depressione non è una vergogna da tenere nascosta,ma può essere una risorsa da cui ripartire.
Un altro aspetto da non sottovalutare in questo periodo è il fatto aver sofferto di disturbi alimentari quali anoressia o bulimia sono problematiche di cui parlare con serenità per ricevere supporto adeguato ed evitare altre sofferenze.
Infatti in un periodo così delicato come la gravidanza ed il parto possono riacutizzarsi anche se si sta bene con se stesse avere presente ciò significa permettere alle persone che si prenderanno cura della coppia madre-bambino di avere degli aiuti specifici.
Per concludere vorrei solo aggiungere un pensiero, impariamo a chiedere aiuto facendosi rispettare nella propria intimità, ma impariamo a chiedere, se siamo fortunate dalla nostra mamma, da una sorella, da una suocera, se ci sentiamo supportate, altrimenti facciamoci dare un aiuto economico per un aiuto esterno di un’educatrice perinatale, o doula, o aiuto madre e tutta la nuova famiglia ne trarrà gioia!!!

Un commento

  1. Vorrei segnalare che a roma, presso il Policlinico tor Vergata, è nato un nuovo sportello di Ascolto, per tutte le mamme in difficoltà. Qui potete trovare aiuto.

    S.O.S. MAMMA
    A partire dall’11 Aprile 2012 la U.O.C. di Psichiatria in collaborazione con l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia ha attivato al Policlinico Tor Vergata lo Sportello di Ascolto per le future e neo mamme per la Prevenzione e la cura della Depressione in gravidanza e post-partum.
    Se sei una futura o una neo-mamma (massimo da 12 mesi) ti invitiamo a venire a trovarci per un colloquio informativo presso lo Sportello di Ascolto il mercoledi dalle 14.00 alle 18.00 presso l’ambulatorio Specialistico di Ginecologia, Piano Terra – Torre 8, stanza 108.
    Oppure telefona al 06/41400129 interno 205 (ricerca automatica- tasto 2- tasto 3 – tasto4) dal lunedi al venerdi dalle ore 11.00 alle 12.00
    Oppure scrivi una mail a sosmamma@ptvonline.it.