La storia di Andrea

Virgy Poppins

Virgy Poppins

Era la metà di gennaio del 2017. L’ennesima mattina che al risveglio di mio marito dicevo “io non ce la faccio più”. Ero arrivata dopo 1 mese e mezzo di vita del piccolo Andrea al vero annullamento umano, dormendo per più di un mese circa 2-3 ore al giorno. Dalla grande gioia dell’arrivo del piccolo e stupendo Andrea (molto voluto specialmente dopo 2 precedenti gravidanze negative) ero passata a vivere momenti di disperazione e stanchezza. Avevo i nervi a fior di pelle.

Andrea già nell’ospedale si è fatto ben conoscere…..ormai non era più necessario suonare il campanello poiché l’ostetrica o la puericultrice si precipitavano nella stanza chiedendomi: “e adesso che c’è? Perché piange?”. Andrea non era un neonato come gli altri. Appena nato l’ostetrica mi disse: “Auguri mamma, ti darà tanto da fare il tuo piccolo”. Era stata colpita dal fatto che Andrea, nonostante tutte le luci della sala su di lui, stava con gli occhi aperti come nulla fosse e continuasse a guardarmi per ore. Andrea era un bimbo nato grande, sempre affamato però pigro…e senza mangiare si sa non si dorme bene. È così è nato il circolo vizioso di urla continue e poche ore di sonno. In più lui voleva dormire solo nelle mie braccia. Chiamai una mia collega e così nel giro di 1 giorno conobbi Virginia. Era domenica. È stata lei a mettere per la prima volta Andrea nella culletta e farlo addormentare dopo che ha mangiato tranquillo un biberon di latte tirato dal seno come nulla fosse…..La prima regola che mi ha insegnato Virginia è stata: dopo una buona poppata si dorme di sicuro. Prima che venisse, le dissi che Andrea dormiva nelle mia braccia…così mi portò un cuscino avvolgente di farro biologico per avvolgere Andrea nella culla. Di fatto, aveva bisogno di sentirsi ancora molto raccolto.

Dal primo momento Virginia mi è stata in grado di mettermi a mio agio. È stato molto sorprendente vedere la sua professionalità  nel vestire la sua camicia “da lavoro” prima di prendere il bambino tra le sue braccia. Per lei era fondamentale che la mamma stesse bene…solo così anche il suo pargoletto sarebbe stato sereno: “ricordati” mi diceva “se a tua mamma o a tuo marito puoi mentire, a tuo figlio non è possibile, lui sente tutto”. Per quanto cercavo di spiegarle quanto fossi stanca, mi diceva sempre: “tu sei per tuo figlio la migliore mamma che potesse trovare. Abbi fiducia in te! Ce la farai!!Ma devi credere in te!!”

Già dal primo giorno siamo riusciti a gestire Andrea in maniera tale da avere un minimo di tempo libero per riposare un pochino, lavarmi, mangiare…fare cose basilari. In poco tempo iniziai a sentirmi meglio; il piccolo soprannominato da Virginia “agenzia nulla sfugge” ha iniziato a dormire, ad essere sempre più tranquillo e sorridente….eravamo tutti e tre elettrici, ci disse Virginia. Lei col suo metodo e, soprattutto con la convinzione che quello che fai va bene per tuo figlio, ha riportato la tranquillità in casa. È riuscita in poche ore a capire il carattere di Andrea: intenso, attento a tutto ciò che lo circondava (stava già da un pezzo con la testa dritta), insomma “un bambino più grande in un corpo da neonato. Ecco la sua conflittualità” mi diceva Virginia. Non appena Andrea stava nelle sue braccia, si tranquillizzava, si addormentava sereno. Spesso Virginia gli cantava e lui crollava dal sonno…come per magia.

Da lei ho imparato a fare il bagnetto, tagliargli le unghie, eliminargli la crosta lattea, come igenizzare le cose, come fargli i massaggi, quando era il momento giusto per cambiargli il pannolino, cosa sussurrare per tranquillizzarlo, come parlargli, come preparagli l’area per il gioco, il suo cestino di cose, come metterlo sui cuscini e trattenerlo dopo aver mangiato, come seguirlo nel suo sviluppo psicologico e motorio ecc.

Vedevo in qualunque cosa lei facesse tanto ma veramente tanto amore, non solo cura e metodi da applicare. Non potrò mai dimenticare un pomeriggio di Febbraio. Uscii a fare delle commissioni. Quando tornai vidi davanti alla finestra su una sedia Virginia che stava col pulcino Andrea sulle sue gambe e cantandogli gli tagliava le unghie. Ho rivisto in lei non un solo una donna professionale ma di più, una mamma…perché no…..una giovanissima nonna . Mi impressionò di nuovo.

Sono molto emozionata a condividere questi pensieri e di sicuro non sono riuscita a esprimere quanto veramente ho appreso da Virginia, tuttora sempre disponibile ad ogni mia chiamata a darmi consigli ed indirizzarmi per il meglio.

Ho appreso che è veramente importante chiedere subito aiuto quando ci si rende conto di essere davanti a situazioni veramente complesse, per il bene del bambino e dei genitori, che non deve essere mai trascurato se si vuole veramente essere nelle migliori condizioni per prendersi cura di proprio figlio. Non sempre stringere i denti ed andare avanti da soli è la cosa migliore, almeno nella crescita di un neonato.

La cosa più importante quando arriva una nuova vita è rimanere sereni e tranquilli, per qualcuno è molto facile nei casi di neonati così detti “Angelici” o da “manuale”, diversa cosa è per bambini come Andrea. In questi casi, non pensateci troppo, fatevi aiutare!!!. Ricorrete a persone che sono veramente preparate a gestire le situazioni complesse, lasciando stare i rimedi della “nonna” che potrebbero solo peggiorare la situazione. Noi non avevamo nessuno (storie di tanti di voi) ed eccoci in poco tempo sconfitti da un neonato. Senza Virginia non lo so come saremmo tornati a ridere e dire: ”Dio non avrebbe potuto donarci una creatura più speciale di Andrea!! E si, perché la vita è un miracolo e deve essere rispettata. Ma per questo ci vuole tanta PACE”.  Ora che Andrea ha solo sei mesi, infatti, le nostre giornate trascorrono all’insegna del divertimento, dei grandi sorrisi del nostro Andrea, del gioco, delle pappe che divora con il suo cucchiaio magico e della lunghe passeggiate rilassanti.

Un profondo e sentito riconoscimento a te Virginia, sei una persona veramente speciale.

Mamma Gabriela, Papà Roberto e il “pesciolino” Andrea. Ti vogliamo TANTO TANTO BENE!!!