Neonato: le crisi dell’imbrunire

Neonato: le crisi dell’imbrunire

Neonato: le crisi dell'imbrunire

Neonato: le crisi dell’imbrunire

Quando la mamma esce dalla clinica con il suo neonato ha bisogno di un periodo di ambientamento, per ritrovare le forze fisiche, ma anche per riadattarsi a questa nuova condizione di mamma e di donna.

A volte c’è bisogno solo di pochi giorni per riprendersi fisicamente, poiché l’impegno con il suo bimbo ed il desiderio di essere di nuovo pronta per lui è tale che la ripresa è rapida e quasi tutto va nel migliore dei modi.

Erroneamente si pensa però che il neonato si adatti a questa nuova condizione in maniera semplice, invece anche lui ha bisogno di adattarsi a questa vita fuori dall’utero materno.

Consideriamo che lui ha già dovuto subire due forti traumi: uno alla nascita e uno quando esce dalla clinica. Prima la sua mamma provvedeva a tutto per lui, mangiare, bere, era dolcemente cullato nell’acqua, poteva anche succhiare il pollice e non aveva problemi di “puzzette” da fare o di una digestione difficile. Evacuare poi non era un problema, tutto era a carico della sua mamma, non esisteva caldo, freddo, notte, giorno, rumori, odori.

Dal momento in cui viene alla luce un neonato deve fare i conti con tutte queste cose, inoltre dopo avere quasi compreso i ritmi di questa nuova vita e della clinica, avviene nuovamente un forte cambiamento, si torna a casa.

Grande sollievo per la mamma, torna nel suo ambiente, nel suo letto, tra le sue cose, il neonato invece? Di nuovo tutto daccapo, naturalmente non possiamo evitarlo, ma possiamo almeno tenerlo presente e non dare per scontato che siccome doveva avvenire lui lo deve accettare.

Lo scombussolamento del neonato è pari, se non più forte ed incisivo, di quello della mamma, solo che la mamma sapeva e conosceva i vari passaggi, i vari spostamenti, il neonato no!

Spesso i neonati, proprio dopo i primi giorni di stordimento e di sonno costante tra una poppata e l’altra, iniziano a piangere senza un apparente causa e questo accade proprio a ridosso della sera, io le chiamo “ le crisi dell’imbrunire”. Un pianto forte, inconsolabile, stressante per la mamma, in cui qualsiasi cosa si faccia il bimbo non riesce a consolarsi e a smettere, poiché sfoga tutte le tensioni e lo stress accumulato della giornata.

Cosa fare allora? In ogni caso prenderlo in braccio, coccolarlo, fargli sentire il nostro appoggio, la nostra partecipazione e la nostra accoglienza al suo disagio.

Poi un piccolo espediente, che io trovo di grandissimo aiuto, anche se il bimbo ha mangiato da poco, è quello di riempire il lavandino del bagno di acqua calda e immergerlo fino all’ombelico, accarezzandolo, rassicurandolo.

Devo dire che questo gesto mi ha risolto, anzi direi sciolto, tanti momenti tristi in cui qualsiasi altro gesto o posizione avevano fallito.

Provare non costa nulla, perché non farlo?