Lo svezzamento

Sempre  più spesso vengo chiamata da mamme in difficoltà nella fase dello svezzamento oggi per cui vorrei affrontare proprio questa tematica.

Non sono un pediatra, per cui non entro in merito a discussioni di carattere medico, ne tanto meno quando iniziare,  il mio vuole semplicemente essere un aiuto all’autonomia del bambino affrontata anche da questo punto di vista.

Questo periodo è molto importante per il bimbo, sia per quello allattato al seno, sia per il bimbo che già prende il biberon.

La posizione stessa uno di fronte all’altro fa comprendere al bimbo che c’è una nuova cosa da imparare, ma  la mia mamma è con me ugualmente, questo è il messaggio di sicurezza che deve trasparire comunque a lui.

Molto spesso  i bimbi non sono in grado di fare questo passaggio, poiché noi non li abbiamo messi nella condizione di poterlo fare e troppi elementi nuovi, il cucchiaino, il sapore completamente diverso dal latte, la posizione, mettono in crisi il piccolo.

Insomma, qualcuno penserà: come si può fin dalla nascita insegnare ad un neonato qualcosa per quando sarà più grande?

I nostri gesti, le nostre azioni, tutto ciò che facciamo con il nostro neonato sono importanti per fare di lui un bambino autonomo, indipendente, sicuro di se  domani.

Vediamo allora cosa fare, come comportarci cosa dire nei vari momenti della giornata di un neonato.

 

IL CUCCHIAINO:

Quando la mamma ed il papà tornano a casa con il loro bimbo e non di rado con i loro bimbi hanno tutte le prescrizioni del pediatra, tra cui anche quella di iniziare a somministrare al neonato le vitamine, ecco allora che si presenta la prima preziosa opportunità di prendere confidenza con il cucchiaino.

Quello con cui noi prendiamo lo zucchero per il nostro caffè.

Molti mi dicono “ma è freddo, duro,  compro quello in silicone?”voi che ancora siete qui siete stati traumatizzati da piccoli? Va benissimo il vostro e quando prenderà la sua prima pappa avrà un elemento conosciuto a suo favore.

E se il bambino prende il latte in formula e non prende le vitamine?

Allora se qualche volta ha il singhiozzo e vogliamo somministrargli un poco di acqua, magari facciamolo proprio con il cucchiaino o prende delle gocce per i dolorini di pancia, facciamolo con il cucchiaino.

Quando arriverà il momento giusto lo avrà già sperimentato.

Con il passare del tempo poi il bicchiere piccolo andrà a sostituire il cucchiaino per bere l’acqua.

 

 

IL BICCHIERE:

Arrivato intorno ai sei mesi, che possono essere anche cinque, dipende dalla prescrizioni del pediatra, il piccolo come dicevamo inizia ad avvicinarsi ai cibi solidi, frutta, crema di riso, insomma le pappine, il nostro bimbo che ha già acquisito dimestichezza con il cucchiaino non succhierà la pappa, ma inizierà a mangiarla con tranquillità, ecco che possiamo introdurre un altro elemento che farà di lui un bimbo indipendente: il bicchiere.

Anche questo sarà il nostro piccolo bicchiere, quello di vetro infrangibile con cui molti di noi amano prendere il caffè per capirci.

Sento già nelle orecchie sussulti e grida “il bicchiere di vetro?  “

Sissignore con pochissima acqua e vedrete come vi stupirà vederlo bere e, tra pochissimo tempo sarà lui stesso ad afferrarlo da solo e bere senza farlo cadere e neppure far cadere l’acqua.

E il biberon? Dirà qualcuno, quello riservatelo per le uscite, per quando siete al parco o siete in macchina e non potete offrirgli il piccolo bicchiere.

Offrire delle opportunità di sperimentarsi vuol dire dare autonomia a lui, ma anche a se stesse.

Molte mamme vorrebbero bimbi meno pasticcioni e più autonomi, ma l’autonomia non si inventa, si costruisce giorno per giorno.

 

LA TAVOLA APPARECCHIATA

Il nostro pediatra ci ha dato l’ok per iniziare lo svezzamento, ciò vuol dire che il piccolo è pronto per un passaggio molto importante; poiché la sua alimentazione composta di solo latte si arricchisce di nuovi alimenti, più solidi e soprattutto di sapori diversi.

Facciamo si che questo momento sia bello, oltre che diverso.

Quasi sicuramente ci sarà un seggiolone, io non lo amo e non l’ho mai usato per le mie figlie, ho preferito un tavolino basso ed una seggiolina, ma se questo rappresenta uno stare seduti al tavolo domani con papà e mamma, va bene.

Dunque, mettiamo il nostro piattino con la pappa che il pediatra ci ha consigliato, un altro piatto per il bimbo, in cui mettiamo un cucchiaio di pappa, due cucchiaini, uno per noi ed uno per lui, il suo bicchiere di vetro infrangibile, bavaglino ed infine un po’ di carta da cucina per dei piccoli interventi, se necessari.

Insomma, come nei grandi eventi che si rispettano tutto è fatto con cura, e credetemi non è faticoso o inutile.

Poiché se avete considerato il vostro bambino maturo e pronto per una pappa al cucchiaio, è sicuramente pronto per assorbire tutta l’eleganza e le opportunità che gli state offrendo per renderlo autonomo.

I nuovi sapori? Non trascurate questo aspetto, assaggiate sempre la pappa dei vostri bimbi e cercate di comprendere quali sono le cose che preferisce o quelle che sono per lui molto sgradevoli.

Può succedere che le prime volte non riesca a terminare la pappa che gli avete pazientemente preparato, ma non bisogna scoraggiarsi, è del tutto normale che alla fine voglia ciucciare un poco, specie se è allattato al seno dategli questa possibilità.

E’ come per noi prendere un caffè o un dolce a conclusione di un  pasto, ma niente paura, non vorrà per sempre prendere il seno o il latte dal biberon.

In capo ad una settimana, dieci giorni tutto andrà per il meglio, lui sarà sazio e gratificato dalla sua nuova pappa e dalla nuova condizione seduto davanti ad un piatto e voi sarete felici di quel bimbo sorridente ed indipendente.

Sono bellissimi i primi tentativi dei bimbi di mangiare da soli, ed in breve tempo vi accorgerete che riuscirà sempre più a fare da solo e voi sarete lì accanto a lui a “ tenergli compagnia”.

Tutto ciò vi darà modo, quando sarà più grande e sarete al ristorante con lui, non di corrergli dietro tra i tavoli perché si annoia, ma di mangiare seduti e godere della buona tavola con lui.