Bonding

Che cos’è il bonding?

Bonding

Bonding

Negli anni questa parola l’abbiamo sentita, magari di sfuggita, oppure non ne sapevamo il significato e per non fare brutte figure non abbiamo chiesto.

Ora però, con grande rispetto vorrei cercare di spiegarne la provenienza ed il significato.

In inglese bond significa attaccare, vincolare, cementare, incollare; il bonding è infatti il processo di formazione del legame tra i genitori ed il loro bambino.

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Il libretto delle istruzioni neonato

Il libretto delle istruzioni neonato

Il libretto delle Istruzioni neonato.

Recentemente una mamma mi ha detto: “sono tornata a casa con il mio bimbo, ma non mi hanno rilasciato il libretto delle istruzioni!!”

Questa frase, se vogliamo simpatica, ci da la dimensione del fatto che, nonostante tutti i corsi fatti durante la gravidanza, ci si può sentire perse.

Oppure un’altra mamma: “ ho fatto un corso sull’allattamento, perché mi piaceva essere di aiuto a me ed ad altre mamme, credevo di sapere tutto, poi è nato il mio piccolo e mi sono resa conto che la pratica è un’altra cosa e le mie certezze si sono andate a far benedire, perché?”

O ancora una mamma medico che mi ha fatto osservare: “Io sono la mamma dei miei bimbi, non il loro medico, sono così dentro che non riesco ad avere la lucidità su cose ovvie per me”.

Una donna, quando diviene mamma, attraversa un periodo di grande sconvolgimento emotivo ed ha la necessità di essere supportata, compresa, ascoltata, accolta nelle sue fragilità.

Mi capita spesso di fare da interprete del libretto delle istruzioni alle neo mamme, ma sempre guidata dal mio cuore, oltre che dalla mia esperienza.

In effetti, aiutare a scoprire, senza ansia o paura, l’ingranaggio del meccanismo più bello del mondo, che la vita le ha regalato: il proprio bambino, è per me una grande gioia ed inestimabile fortuna oltre che una grande opportunità, e sono davvero grata alla mia professione.

Sono esagerata se penso di fare la professione più bella del mondo? Ma è davvero un lavoro? Una professione? Forse non lo comprenderò mai, a me non lo sembra!

I nuovi papà!

E’ con grande piacere che nell’ ultimo periodo della mia professione  assisto  ad una Fotolia_16352266_XS-300x200evoluzione dei neo papà  nell’ambito della coppia.
Prima ad occuparsi del neonato era esclusivamente la neo mamma ora invece i papà vogliono partecipare attivamente fin dai primi giorni di vita del neonato, sia per quello che riguarda la parte pratica, cambio del pannolino, bagnetto, aiutarlo a fare il ruttino, che essere attivi e confortare il neonato nei momenti di sofferenza, pianto del piccolo, una bolla d’aria che si fa desiderare o un sonno che tarda a venire e che provoca nervosismo e problematiche serali.
Inoltre, sempre precedentemente,  a chiamarmi per avere informazioni sull’affiancamento al momento della nascita del neonato, erano esclusivamente le future  mamme, le quali si informavano su quale contributo poteva essere offerto loro da una educatrice perinatale , quale era il periodo di affiancamento che secondo la mia esperienza poteva essere necessario per poter  affrontare  con serenità il periodo post nascita. Ora lo fanno anche i papà.
La donna sentiva grande necessità di coinvolgere il proprio compagno, mentre il futuro papà delegava il primissimo periodo alla mamma, riservandosi di contribuire lui stesso in un periodo successivo, magari quando doveva montare la pista per le macchinine o addirittura sognando il momento in cui avrebbe accompagnato il suo campione all’allenamento di calcio.
Come si può immaginare, per le bambine andava anche in maniera peggiore, poiché molti di loro confessavano di non sapere dove mettere le mani ed il rapporto papà e figlia tardava a costruirsi con conseguenze non indifferenti nel periodo dell’adolescenza.
Tutto ciò con grande sofferenza da parte delle mamme, costrette in qualche modo ad essere sostenute solo da un mondo femminile.
Negli ultimi anni invece, ed in particolar modo in questo ultimo periodo è il papà che fa il primo passo, la chiamata per un affiancamento, o per una consulenza viene proprio da loro.
Mi è capitato per ben due volte questo mese che il papà si sia collegato sul web alla ricerca di un aiuto per sostenere la propria compagna, o che lo abbiano cercato insieme.
Questo trovo sia stupefacente ed anche se siamo molto in ritardo rispetto agli altri paesi europei stiamo davvero facendo dei passi avanti.
Questo cambiamento va sicuramente a beneficio dei piccoli neonati che possono contare maggiormente su di uno sviluppo armonico della loro crescita.
Bravi papà! Siamo sulla strada giusta e le mamme ringraziano!

Gravidanza – Gestazione

Gravidanza – Gestazione

La gravidanza  e per cui la gestazione di una donna sono un periodo molto intenso nella vita e solo da pochi anni viene inteso come tale.

Un tempo le donne venivano cresciute per essere delle nutrici,  nessuna importanza veniva data alla loro educazione, e tanto meno alla loro formazione scolastica o alla loro cultura, tanto dovevano solo occuparsi della maternità e dell’allattamento dei loro bambini.

Naturalmente l’allattamento era esclusivamente un allattamento al seno e si protraeva nel tempo, anzi negli anni.

Oggi le cose sono molto cambiate, per lo più la gestazione e la gravidanza sono una scelta da parte della donna anzi della coppia, non avviene più in età  giovanile  ma in età avanzata a volte quasi alle soglie della fertilità e la scelta dell’ allattamento materno o l’allattamento artificiale, o l’interruzione dell’allattamento stesso, viene pensato, ed oserei dire deciso, con grande anticipo.

Io tengo sempre a far presente alle neo mamme che la gravidanza ed il parto non sono una passeggiata a Villa Borghese, che la natura impegna per una gestazione  nove mesi, o se preferite 40 settimane  per dare alla futura mamma la consapevolezza e la capacità di entrare in questa nuova veste, ed alle volte neppure questo tempo è sufficiente per essere pronte.

Questo però non vuol dire che non si è adeguate, anzi io penso esattamente l’opposto, che la sensibilità della persona, la ricerca di una perfezione o quanto meno il voler essere migliori per sé ed il proprio neonato implica un periodo di incertezza, di destabilizzazione ma che se aiutato può essere molto importante e trasformarsi in un punto di forza per la mamma.

La nascita di Joel

LA MIA AVVENTURA

tutto e’ iniziato con 2 righine rosa, così piccole e deboli da non poter credere che miioel avrebbero cambiato la vita ed invece…
oh! …. 2 righine, una vita , 2 vite , la mia e la tua, piccolo essere ancora sconosciuto ma già forte ed imponente nella tua presenza.
sono una donna , fonte di vita , ora lo so, 2 righine, una vita, sono UNA MAMMA!
fiera ed emozionata nell’essere stata scelta per il viaggio che lo condurrà al mondo, mi preparo.
Ok, ce la posso fare.
Inizio il mio iter di analisi , ecografie, visite, ed ancora analisi ,ecografie visite e…
fermi tutti , sono una donna, culla di vita, casa e tempio del mio bimbo, non una ragazza che per sbaglio e’ incappata in una malattia, e allora?
Il magnifico viaggio di 9 mesi che viene illustrato nei libri e giornali e’ solo questo?
analisi , visite? ho una vita dentro di me, non un mal di pancia, UNA VITA.
Per ora sono sola con questo pensiero, lo tengo per me, quasi impaurita nel confessarlo, sarà si una vita, ma tra tante, di donne come me ce ne sono milioni e di vite come lui anche, i 30 minuti di visita bastano , ci sono altre donne che aspettano fuori, il bimbo cresce , e’ tutto ok, ci vediamo tra un mese.
Un attimo, ho mille domande da fare, ho bisogno di più tempo, di attenzione , ma non alla mia pancia, scusi dottoressa cosa mi succede dentro? intendo dire a livello emotivo, celebrale, cosa sono queste sensazioni, paura ,smarrimento, ricordi lontani e nascosti, di infanzie dimenticate un tempo ed ora cosi limpide, forti travolgenti, ho paura, so che ce la farò come molte prima di me, ma ho paura, devo avere paura della paura? e’ sbagliato? forse io sono sbagliata forse…
Signorina ci vediamo tra un mese, non si preoccupi il bimbo sta bene,
Grazie per il suo aiuto.
Ok vado in libreria, ne avranno scritti di libri sull’ argomento: lo stato emotivo della donna incinta, come vive il nuovo arrivato e come il nuovo arrivato vive lei.
Si ne hanno scritti, molti forse troppi, quale sarà quello giusto per me? quale?

Passano i mesi in maniera travolgente e veloce, ora sono al 7 °, la pancia si fa ingombrante, i pensieri pure, provo a renderli parte di me, delusa dal fatto di non potergli dare spazio perché incapace di comprenderli.
Sto andando nella strada giusta? forse no, forse mi sfugge qualcosa, non dovrei sentirmi sola ed incompresa, no non dovrei.
Ed ecco che arriva lei, la mia Zietta preferita così la chiamo
Una pancia,una mamma, una donna,
– e’ si una mamma, una donna, un po’ intimorita perché, vorrei capire ,vorrei chiedere , sapere
– senza fretta, con calma .
– senza fretta?
e’ iniziata cosi, un po’ per caso un po’ per destino, la mia “seconda gravidanza”, seconda perché da quel giorno e’ stata tutta un altra cosa.
Ad ogni dubbio, domanda o pensiero ho iniziato a chiedere a lei, forte ogni giorno che passava del fatto che in fondo le mie domande non erano stupide.
Ogni donna in questo periodo di evoluzione e’ assalita da dubbi, ricordi, sentimenti contrastanti , perché diciamolo, prima di mettere al mondo il nostro cucciolo ci sentiamo in dovere di analizzare la nostra vita, capire i nostri difetti. Fare silenzio intorno per comprendere meglio.
Il tempo per fare tutto questo c’è, sono sola nella fredda e grigia Milano io, il mio pancione e la mia tesi di laurea, il mio bimbo nascerà a primavera proprio a maggio e con lui affronterò il mio esame finale niente male no!….
Manca poco, e’ ora di prepararsi seriamente, anche perché fino ad ora a parte la teoria puramente ostetrica non ho in mano nulla, zietta ci sei?

Lei vive e lavora a Roma però è molto presente in questo periodo per cui quando arriverà il momento salirà da me.

Si parte!!!
Via allora : respirazione , contrazione, rilassamento, regole base per un buon travaglio,
Cosa ne pensi del parto attivo? travaglio in acqua? se mi fanno il cesareo ? vorrei il mio bimbo sempre con me, anche in ospedale, e’ cosa buona? si può fare? e se non riesco ad allattare?
– respirazione, contrazione, espirazione, rilassamento.
Il potere e’ realmente nelle nostre mani, o in questo caso nella nostra pancia,
Il parto e’ un processo estremamente naturale , che va avanti da milioni di anni, scritto in modo indelebile nel dna, nella nostra mente, nella nostra anima,
fidati di te , del tuo bambino e di me se vorrai.
non manca più nulla ormai, il tempo e’ finito
Partorirò a Milano, ci sarai anche tu ?
Sto arrivando
Sono con lei ora, e mi sento più sicura, forte e fiduciosa,
ha esperienza e gentilezza commovente se paragonata a quella dei miei dottori,
mi porta a rispondere alle mie stesse domande attraverso riflessione,
non impone mai le sue idee , e non boccia mai le mie, seppur strambe, non impone nulla di lei , ne nei modi ne nei pensieri, mi accompagna dentro e fuori i pensieri e nelle sensazioni in modo discreto, fluido , perfetto per me, ragazza strana, dalle idee folli, da tenere sotto controllo, dicevano i medici.
Sono dieci giorni che siamo insieme, e del grande evento non si vede ancora l’ombra.
Credevo di arrivare impaziente alla fine, ed invece… ho assaporato ogni singolo giorno di quell’ ultima attesa, insieme a lei, lunghe passeggiate per smuovere il mio pigro bimbo, chiacchierate rilassanti davanti ad una tazza di the, e la ricerca di un ospedale che abbia voglia di accogliermi.
Zietta vorrei partorire al Buzzi, li fanno parto attivo, posso tenere il bimbo con me 24 ore su 24 , c’è’una vasca per il parto in acqua
-Non ci sono i posti
-Ma io vorrei il Buzzi
– Troveremo il posto vedrai.
– Ok

A 9 mesi e 10 giorni la nostra tattica a avuto i suoi effetti.
Il 23 maggio alle 16.00 si presenti per il parto signorina.
– Ci siamo Zietta, ci siamo!…, io il bimbo, tu ed il Buzzi, sono pronta.
Per non rischiare di finire in balia dell’agitazione al mattino mi recai a scuola come di abitudine e
alle ore 15 esco da scuola, lei e’ li, con la valigia in mano ed un sorriso sicuro stampato sul viso
– andiamo?
-Si!
Alle 16 avviene il ricovero, con fare sicuro mi avvio al reparto, mi cambio, mi rilasso, non ricordo agitazione, ma tranquillità,
Non ricordo solitudine, smarrimento, paura.
Ricordo fiducia, piena dentro di me accanto a lei,
Con tutta l’ incoscienza che fa parte di me ho iniziato a non pensare ,
Il parto e’ cosa naturale, avverrà tutto da sé, ovviamente con mia partecipazione concreta quando sarà il momento.
Per il resto c’e’ lei, a ricordarmi ciò che e’ meglio e come farlo al meglio,
Sarà lei a guidarmi, sarà’ i miei occhi e le mie orecchie, perché nel tumulto che ci sarà sicuramente perderò eventi parole e sguardi.
Sarà lei a catturarli per me.
Lei e’ la persona giusta, perché non vivrà il turbine di emozioni tipiche di mamme, non si farà sopraffare dalla paura se ci dovessero essere complicazioni, e’ la mia zietta preferita ma è una persona esperta, sa ciò che vorrei per me e per il mio piccolo ne abbiamo parlato tante volte.
Sono in buone mani.
Passa la notte , il mio piccolo principe e’ ancora ancorato alle pareti del mio utero, lei mi è accanto , con un occhio chiuso ed uno aperto, pronta ad aiutarmi nel caso in cui ce ne fosse bisogno,
e’ ancora tutto tranquillo, dormo.
E’ mattina, ed e’ ancora tutto tranquillo, ma allora piccolo amore, che dobbiamo fare?

ore 12, inizio parto indotto, arrivano le prime contrazioni, lei e’ andata a cambiarsi, arriverà presto,
tranquilla arriverà.
altre contrazioni
Eccola!
Zietta stavolta ci siamo
– inspirazione , contrazione, rilassamento,
– oddio non mi ricordo più come si respira? come si fa?
– Facciamolo insieme, inspirazione , espirazione, gonfia la pancia , sgonfia la pancia
– ecco una contrazione , eccone un’altra, iniziano ad essere forti, molto forti…
Ero convinta, con molta presunzione, che io non avrei urlato come le altre donne, perchè io ero forte sopra ogni cosa.
Confesso: ho urlato, minacciato il suicido e trattato male qualche ostetrica ma a parte ciò vi dico che mi sono divertita, ho riso, molto insieme a lei, punto fermo in un grande via vai generale , ho riso per le mie uscite e per le sue risposte, ho riso del mio dolore e di come reagivo a ciò, ho riso del mio viso, un po’ provato , ho riso della forza che ho richiesto a lei per sorreggermi nei momenti più duri, non so quante volte mi sono aggrappata a lei, l’ho stretta e abbracciata per dar sollievo al mio dolore, e ridevo vedendo il suo, schiacciata da una donna stanca con un enorme pancione .
Ecco l’ostetrica che ricompare, ma mi sembra diversa, non che avessi prestato molta attenzione ma … a si la prima aveva finito il turno ed e’ andata via
Altra visita per dare modo di capire a che punto siamo
Sono sfinita penso non ce la faccio
– si vedono i capelli, ci siamo dice l’ostetrica vuoi vedere?
– portatemi uno specchio uno specchio.
Oh!… il primo sguardo posato su di lui … che riccioli meravigliosi ho pensato.
– ci siamo Raffaella mi sono detta ora devi iniziare a spingere, ora ? sono ore che sento il bisogno di spingere e me lo impedite, ed ora che sono stanca mi chiedete di farlo,
-coraggio, un ultimo sforzo,

vado in sala parto, mi appoggio a lei, mi sorregge , mi accarezza, mi massaggia,
mi dice quando spingere, quando rilassarmi, quando spingere ancora , è proprio ora,
-spingi mi dicono tutti
-sono stanca,
-un ultimo sforzo, ecco la contrazione, –
-spinga signora, spinga
– prendi l’orario appena tutto il corpicino e’ fuori, non mi fido di quello che scrivono i dottori,
– tranquilla
-spinga!
arriva la contrazione , io spingo o faccio finta, non so ero troppo frastornata per capire bene se lo immaginavo o lo facevo, lei e’ dietro di me , mi mette una mano dietro la nuca,
– spinga
mi alza la nuca e mi spinge il mento sul petto, il bimbo esce,
– 16.04 è nato JOEL annuncia la mia Zietta
io sorrido, mi porgono quel piccolo pargolo sul petto, sul seno, lo guardo,
il dolore e’ svanito, improvvisamente e meravigliosamente.
Lo guardo, e’ un piccolo alieno, gli do il benvenuto, gli conto le dita, devo dire che non mi importava nulla di quante dita avesse, ma dicono che tutte le mamme controllano queste cose , meglio non essere da meno.
Arriva l’ infermiera, vuole portarlo via per il bagnetto, non voglio che il mio bimbo si immerga nel primo contatto con il mondo tra le mani di una sconosciuta,
– signora può farlo la mia zia il bagnetto ?
l’ infermiera mi guarda un po’così ma non mi interessa, il bimbo e’ mio,
Zia va , mi giro per dare un occhiata, sono curiosa, la vedo attraverso lo specchio, vedo il suo viso, le sue espressioni di pura dolcezza, i sorrisi che rivolge al mio amore, posso imparare molto da lei , mi dico, trasmette dolcezza, tenerezza e sicurezza, Joel non le toglie gli occhi di dosso è tranquillo sereno.

Poco dopo torna, con il piccolo , vestito con il suo piccolo completino bianco, me lo fa vedere, mi chiede se lo voglio prendere, le chiedo un attimo di tempo per realizzare il nuovo stato, ora siamo due entità separate, ora sono di nuovo me, ho bisogno di un minuto.
Arriva l’ infermiera, lo deve portare a far la visita, non posso rifiutarmi,
Zia lo posa delicatamente tra le braccia dell’ infermiera,
In un momento di lucidità penso: ma Joel non ha pianto? guardo zia un po’ intimorita pronta a porgli la mia domanda quando sento il piccolo piangere, la guardo allora stupita,
Joel ha pianto solo ora, ora che e’ tra le braccia di una sconosciuta; non ha pianto con me , non ha pianto con lei, sono proprio fortunata mi dico compiaciuta di aver preso la decisione giusta il giorno in cui mi sono affidata a lei.
Mi portano nella ” sala di controllo “, arriva con me anche Joel, lo prendo in braccio, lei si avvicina lo sistema vicino al seno, il piccolo annusa e si attacca, con una spontaneità strabiliante, che cosa incredibile la natura!
Il latte arriverà mi dice, devi solo tenere accanto il bimbo.
Fa un po’ male all’ inizio ma poi vedrai che passa, è ora di andare in camera, decido di rifiutare la carrozzella, ho partorito non sono stata operata,
Raffy non c’e’ bisogno di fare l’ eroina,
Perchè no’!
inizio a camminare prendo l’ascensore mi avvivo per il corridoio, mi devo sedere , mi gira la testa, cavolo se solo ascoltassi di più!
Arrivo in camera, mi portano Joel, dorme tranquillo nella sua culla, anch’ io riposo.
Con un immensa gratitudine nel cuore, mi addormento, non ricordo se l’ho ringraziata abbastanza per tutto ciò che ha fatto per me.
Lo farò domani.

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