Il rispetto del neonato!

Il rispetto del neonato!
Oggi vorrei affrontare un tema a me molto caro e importante, il rispetto del neonato.
Si proprio il rispetto, poiché molte volte anzi troppe, leggo in alcuni  libri o nelle riviste specifiche per le mamme i cosiddetti metodi per avviare i neonati, insomma una sorta di corso su come abituare il bimbo alle nostre regole e non farci sopraffare da lui.
Cosa vuol dire tutto questo? Che lui nasce indisciplinato e noi dobbiamo correggerlo? Che lui porta con sé oltre che un corredo genetico anche una sorta di vizi che dobbiamo mettere a tacere altrimenti sono guai?
Allora non prenderlo in braccio è una tra queste regole, altrimenti si vizia, ma cosa significa questo? Lui è stato per nove mesi nell’utero materno, cullato, massaggiato dall’acqua, in un ambiente  caldo dove la luce era ovattata, dove i suoni esterni venivano percepiti ma non era mai aggredito da questi.
Dove il battito cardiaco della mamma scandiva il tempo e la sua voce lo rassicurava.
Inoltre non aveva la percezione della fame, dei “crampetti” allo stomaco, poiché la mamma gli forniva momento per momento tutto ciò di cui aveva bisogno, non ultima la sicurezza dello stare bene.
Improvvisamente una volta nato viene catapultato in un mondo di suoni, colori, odori che lui non conosce di cui deve prendere coscienza e con cui deve fare i conti.
Non dimentichiamo che molte volte il contatto con l’adulto non è piacevole ma doloroso, si pensi solo agli screening che vengono effettuati nei nidi.
Molte volte mi è capitato di sentire persone che dicono, lascialo dormire nella stanza con il televisore acceso, con il telefono che squilla incessantemente, con persone che parlano ad alta voce, così si abitua.
Ma io vorrei fare una domanda, ma se un vostro familiare si mette a riposare dopo pranzo, voi lasciate che la porta della sua stanza aperta o cercate di accostarla? Ma se vi sentite sole o tristi o semplicemente non riuscite a digerire e qualcuno si avvicina a voi e vi fa una carezza, vi chiede cosa  può fare per voi, voi come vi sentite? Allora perché non va così per un neonato? Perché lui se ha il pannolino pulito, il pancino pieno non deve mostrare altre necessità, non può chiedere altre attenzioni  da parte dell’adulto?
Io rimango sbalordita e inorridita,  il sabato pomeriggio nel centro commerciale , a vedere i neonati allattati nel caos più totale,vedere mamme che allattano al seno o al biberon nella più completa indifferenza, ma il rispetto  del neonato dove è finito?
Possibile che una coppia di genitori riesca a svagarsi solo così? E poi ci chiediamo se al rientro a casa il piccolo è nervoso, ma tutto il bombardamento che ha ricevuto è una cosa di cui non tener conto?
Provate voi ad entrare in una centrifuga e poi ditemi come vi sentite, vi sembro esagerata? O è capitato anche a voi di farvi delle domande in merito al rispetto del neonato.
Noi chiediamo ai nostri bimbi davvero molto, ma quanto rispettiamo noi i loro bisogni? Quanto siamo attenti alle loro necessità.
Visto che abbiamo noi scelto di averli, siamo noi che possiamo cercare di adattare le nostre esigenze alle loro ? o loro devono imparare il nostro modo di vivere perché così vanno le cose?
Una persona che non viene rispettata nel suo essere,  non sarà da grande una persona che ci rispetterà, o che rispetterà l’altro, poiché non saprà farlo e non per suo volere, forse dovremmo rifletterci un poco non vi sembra?

About me

Mi chiamo Virginia Mereu ho 52 anni e dall’età di 18 anni mi occupo di bimbi e di mamme.
Dopo aver conseguito un diploma di Ass. di Comunità infantile Montessori ho lavorato per diversi anni nell’asilo nido della Banca d’Italia con bimbi fino ai tre anni.
Il mio interesse però si rivolgeva sempre più al neonato ed a tutta quella fase precedente che è la gravidanza ed il parto.
Con grande naturalità e serenità mi sono affacciata alla prima esperienza di giovane mamma, godendo pienamente il mio pancione e poi la mia piccola bimba.
Il periodo dell’allattamento al seno, durato cinque mesi e mezzo, è stato davvero bellissimo e direi molto intimo, ma anche tutte le piccole e grandi conquiste hanno dato una vera svolta alla mia vita.
Con la nascita della seconda figlia avvenuta dodici anni dopo e con delle vicissitudini molto intense, ho davvero preso la mia vita professionale tra le mani e l’ho rivoluzionata.
Ho iniziato a frequentare corsi, partecipare a conferenze, incontri che potessero formarmi e farmi comprendere meglio come fare per essere accanto ad una mamma in quel periodo così intenso, particolare, unico e se vogliamo anche critico della gravidanza,del parto, del primo periodo di vita del piccolo,e della formazione di una nuova famiglia.
Nessun corso però è così formativo come l’essere accanto ad una mamma ed al suo bimbo in questo particolare periodo.
Ogni volta mi stupisco di come i miei insegnanti siano loro e di come attraverso loro io riesco a crescere.
La prima cosa che ha sottolineato la mia professione è il rispetto dell’altro in questo caso della mamma e più ancora del neonato e mai come in questo periodo della vita di una donna deve essere applicato.

Non ci sono clichè che possano andar bene per tutti, per ognuno c’è una modalità diversa un approccio del tutto unico ed è solo grazie all’osservazione ed al dialogo che emerge quella migliore.
Si certamente ogni mamma ha bisogno di essere rassicurata, ma solo per far emergere quella grande risorsa interna che forse ancora non sa di possedere.
E’ una gioia intensa quella che proprio pochi giorni fa ho provato quando una mamma che ho per l’appunto affiancato due mesi fa e telefonicamente mi diceva ‘’ vieni a vederlo, il piccolo ti cerca’’ .

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