di Virginia Mereu | Giu 16, 2013 | Aiuto per la mamma, Alimentazione-neonati, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
Sempre più spesso vengo chiamata da mamme in difficoltà nella fase dello svezzamento oggi per cui vorrei affrontare proprio questa tematica.
Non sono un pediatra, per cui non entro in merito a discussioni di carattere medico, ne tanto meno quando iniziare, il mio vuole semplicemente essere un aiuto all’autonomia del bambino affrontata anche da questo punto di vista.
Questo periodo è molto importante per il bimbo, sia per quello allattato al seno, sia per il bimbo che già prende il biberon.
La posizione stessa uno di fronte all’altro fa comprendere al bimbo che c’è una nuova cosa da imparare, ma la mia mamma è con me ugualmente, questo è il messaggio di sicurezza che deve trasparire comunque a lui.
Molto spesso i bimbi non sono in grado di fare questo passaggio, poiché noi non li abbiamo messi nella condizione di poterlo fare e troppi elementi nuovi, il cucchiaino, il sapore completamente diverso dal latte, la posizione, mettono in crisi il piccolo.
Insomma, qualcuno penserà: come si può fin dalla nascita insegnare ad un neonato qualcosa per quando sarà più grande?
I nostri gesti, le nostre azioni, tutto ciò che facciamo con il nostro neonato sono importanti per fare di lui un bambino autonomo, indipendente, sicuro di se domani.
Vediamo allora cosa fare, come comportarci cosa dire nei vari momenti della giornata di un neonato.
IL CUCCHIAINO:
Quando la mamma ed il papà tornano a casa con il loro bimbo e non di rado con i loro bimbi hanno tutte le prescrizioni del pediatra, tra cui anche quella di iniziare a somministrare al neonato le vitamine, ecco allora che si presenta la prima preziosa opportunità di prendere confidenza con il cucchiaino.
Quello con cui noi prendiamo lo zucchero per il nostro caffè.
Molti mi dicono “ma è freddo, duro, compro quello in silicone?”voi che ancora siete qui siete stati traumatizzati da piccoli? Va benissimo il vostro e quando prenderà la sua prima pappa avrà un elemento conosciuto a suo favore.
E se il bambino prende il latte in formula e non prende le vitamine?
Allora se qualche volta ha il singhiozzo e vogliamo somministrargli un poco di acqua, magari facciamolo proprio con il cucchiaino o prende delle gocce per i dolorini di pancia, facciamolo con il cucchiaino.
Quando arriverà il momento giusto lo avrà già sperimentato.
Con il passare del tempo poi il bicchiere piccolo andrà a sostituire il cucchiaino per bere l’acqua.
IL BICCHIERE:
Arrivato intorno ai sei mesi, che possono essere anche cinque, dipende dalla prescrizioni del pediatra, il piccolo come dicevamo inizia ad avvicinarsi ai cibi solidi, frutta, crema di riso, insomma le pappine, il nostro bimbo che ha già acquisito dimestichezza con il cucchiaino non succhierà la pappa, ma inizierà a mangiarla con tranquillità, ecco che possiamo introdurre un altro elemento che farà di lui un bimbo indipendente: il bicchiere.
Anche questo sarà il nostro piccolo bicchiere, quello di vetro infrangibile con cui molti di noi amano prendere il caffè per capirci.
Sento già nelle orecchie sussulti e grida “il bicchiere di vetro? “
Sissignore con pochissima acqua e vedrete come vi stupirà vederlo bere e, tra pochissimo tempo sarà lui stesso ad afferrarlo da solo e bere senza farlo cadere e neppure far cadere l’acqua.
E il biberon? Dirà qualcuno, quello riservatelo per le uscite, per quando siete al parco o siete in macchina e non potete offrirgli il piccolo bicchiere.
Offrire delle opportunità di sperimentarsi vuol dire dare autonomia a lui, ma anche a se stesse.
Molte mamme vorrebbero bimbi meno pasticcioni e più autonomi, ma l’autonomia non si inventa, si costruisce giorno per giorno.
LA TAVOLA APPARECCHIATA
Il nostro pediatra ci ha dato l’ok per iniziare lo svezzamento, ciò vuol dire che il piccolo è pronto per un passaggio molto importante; poiché la sua alimentazione composta di solo latte si arricchisce di nuovi alimenti, più solidi e soprattutto di sapori diversi.
Facciamo si che questo momento sia bello, oltre che diverso.
Quasi sicuramente ci sarà un seggiolone, io non lo amo e non l’ho mai usato per le mie figlie, ho preferito un tavolino basso ed una seggiolina, ma se questo rappresenta uno stare seduti al tavolo domani con papà e mamma, va bene.
Dunque, mettiamo il nostro piattino con la pappa che il pediatra ci ha consigliato, un altro piatto per il bimbo, in cui mettiamo un cucchiaio di pappa, due cucchiaini, uno per noi ed uno per lui, il suo bicchiere di vetro infrangibile, bavaglino ed infine un po’ di carta da cucina per dei piccoli interventi, se necessari.
Insomma, come nei grandi eventi che si rispettano tutto è fatto con cura, e credetemi non è faticoso o inutile.
Poiché se avete considerato il vostro bambino maturo e pronto per una pappa al cucchiaio, è sicuramente pronto per assorbire tutta l’eleganza e le opportunità che gli state offrendo per renderlo autonomo.
I nuovi sapori? Non trascurate questo aspetto, assaggiate sempre la pappa dei vostri bimbi e cercate di comprendere quali sono le cose che preferisce o quelle che sono per lui molto sgradevoli.
Può succedere che le prime volte non riesca a terminare la pappa che gli avete pazientemente preparato, ma non bisogna scoraggiarsi, è del tutto normale che alla fine voglia ciucciare un poco, specie se è allattato al seno dategli questa possibilità.
E’ come per noi prendere un caffè o un dolce a conclusione di un pasto, ma niente paura, non vorrà per sempre prendere il seno o il latte dal biberon.
In capo ad una settimana, dieci giorni tutto andrà per il meglio, lui sarà sazio e gratificato dalla sua nuova pappa e dalla nuova condizione seduto davanti ad un piatto e voi sarete felici di quel bimbo sorridente ed indipendente.
Sono bellissimi i primi tentativi dei bimbi di mangiare da soli, ed in breve tempo vi accorgerete che riuscirà sempre più a fare da solo e voi sarete lì accanto a lui a “ tenergli compagnia”.
Tutto ciò vi darà modo, quando sarà più grande e sarete al ristorante con lui, non di corrergli dietro tra i tavoli perché si annoia, ma di mangiare seduti e godere della buona tavola con lui.
di Virginia Mereu | Mag 21, 2013 | Aiuto per la mamma, Allattamento, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme, Neonato
E’ dall’età di diciannove anni, ed ora ne ho 54 ( brrrrr ), che lavoro accanto ai bimbi ed alle mamme, prima come educatrice nell’asilo nido della Banca d’Italia, poi affiancando mamme al rientro a casa dalla clinica, per cui nel primissimo periodo di vita fuori dal grembo materno e non smetto di stupirmi, provare una emozione grande davanti ad un neonato.
Essere davanti a lui, guardarlo negli occhi, cogliere per pochi istanti la sua attenzione nello sguardo è una sensazione indicibile.
Suggerisco ad ogni mamma di prestare molta attenzione al messaggio che il bimbo ci invia con il sorriso, si il sorriso, poiché anche un neonato può sorridere, intenzionalmente, a mio avviso.
Quando un neonato è scosso da un dolore, infastidito da un forte rumore, o dal fatto che non riesce a prendere sonno, il suo faccino è triste, arrabbiato, sconsolato, la fronte è corrugata, il suo stato d’animo, è palpabile e visibile .
Così, è altrettanto vero che la sua beatitudine, il suo stato di benessere, ce lo comunica attraverso un sorriso, ha dei tratti del viso sereni, poiché in quel preciso momento ci sta ringraziando per averlo compreso, accolto, soddisfatto e, se volete, gratificato nelle sue richieste, nelle sue esigenze.
Non importa, per cui, che abbia 5 mesi o cinque anni, per ricevere un sorriso “vero”, lui lo sa già fare il suo sorriso, anche a 5 giorni.
di Virginia Mereu | Mar 31, 2013 | Il Libro delle Mamme
Roma, Marzo 2013.
Cara mamma,
ho deciso di condividere con te la mia esperienza perché a volte basta
veramente poco per risollevarsi da situazioni che sembrano difficili ed
io per prima, grazie alla testimonianza di altre mamme, mi sono decisa a
chiedere l’aiuto di cui avevo bisogno..
la mia storia inizia come per molte di noi con una ferita..
Sono stata sottoposta in urgenza a un taglio cesareo inatteso e non
desiderato (tutta la mia gravidanza si era infatti svolta serenamente ed
ero praticamente pronta a partorire) a causa di una epatosi gravidica non
responsiva alla terapia del caso.. in meno di un’ora mi avevano strappato
via mia figlia.. ora che la guardo dormire beata nel suo lettino quasi
sorrido di quello stato d’animo, ma era esattamente così che mi sentivo:
svuotata. Inoltre il tutto si è svolto con qualche settimana di anticipo e io
praticamente non ero ancora pronta ad accogliere la mia bambina.
I primi giorni sono stati veramente difficili, Sofia piangeva tantissimo
e ogni volta un senso di inadeguatezza cosmica mi assaliva. Piano piano
questi sentimenti sono diventati tristezza e pianto.. è stato allora che mi
sono detta ho bisogno di aiuto..è stato allora che ho incontrato Virginia..
Virginia è una donna dolce ed empatica, ma soprattutto una
professionista qualificata e una grande esperta di puericoltura.
Può sembrare superfluo specificarlo, ma vi assicuro che per me non lo è
stato. Virginia mi ha insegnato a cogliere i segnali che mia figlia mi inviava
o almeno a provare a mettermi in suo ascolto..mi ha insegnato a parlarle
e a consolarla.. ad avere pazienza che la mia bimba fosse pronta a fare i
suoi piccoli grandi passi avanti e ad incoraggiarli. Virginia si è presa anche
cura di me e mi ha ricordato che il mio benessere fisico e mentale sono di
grande importanza per il bene di tutta la mia famiglia.. tutte le volte che
abbiamo avuto bisogno di lei è bastato un colpo di telefono.
Ora è passato qualche mese, Sofia crescendo è sbocciata alla vita..
l’angoscia è svanita.. Virginia è rimasta un’amica.. Colgo l’occasione per
ringraziarla di cuore per tutto ciò che ha fatto per noi e incoraggiarla a
proseguire la sua missione d’amore..
Grazie Virgy
Con affetto Maria Concetta e Sofia
di Virginia Mereu | Mar 16, 2013 | Aiuto per la mamma, Alimentazione-neonati, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
Il momento della pappa!
Tante volte penso che i bimbi vengono troppo spesso sottovalutati e questo mi fa davvero soffrire.
Quando vengo chiamata per una consulenza per un bimbo che ha problemi di alimentazione o perché è iperattivo, al primo incontro facciamo un passo indietro con la mamma, mi racconta la sua gravidanza il parto ed il primo periodo di vita insieme a lui.
A volte rimango sorpresa perché c’è un grande desiderio di far crescere il proprio bimbo da una parte, ma i segnali che gli vengono dati non sono per aiutare l’autonomia del piccolo, e sono contrastanti.
Il momento dello svezzamento , della prima pappa, è un traguardo importante anzi, guai a non immaginarlo così, però allo stesso tempo non si effettuano tutti i passaggi per far diventare davvero grande ed indipendente questo bimbo. Perché?
Il fatto stesso che il bambino non è più in braccio a noi, ma davanti a noi, non c’è più un biberon, ma un cucchiaino, e l’acqua , sono tutti segnali di cambiamento che incidono nelle vita di un bambino.
Il bicchiere? Ma non è troppo piccolo? Mi chiedono le mamme ! Se è pronto per la pappa perché non dovrebbe esserlo per un bicchiere?
Ovviamente di acqua nel bicchiere ne va messa pochissima, e possibilmente lo stesso deve essere piccolo, di vetro, come quelli infrangibili del caffè, poiché di lì a poco potrà lui stesso prenderlo da solo.
La pappa sarà accanto a lui, in modo che possa vederla, assaggiarla con le manine, anche impiastricciarsi, perché no? tutto questo gli darà modo, domani, con il suo cucchiaino, di cominciare a sperimentarsi .”Io posso”.
Abbiamo deciso che è pronto per la pappa? Allora è in grado anche di iniziare a fare piccoli esperimenti. Pensiamoci!! Ed impariamo ad affrontarlo con modalità adeguate.
“Aiutami a fare da solo”, e non “fai tu per me”.
di Virginia Mereu | Feb 3, 2013 | Coliche neonati, Crescita neonati, Dopo il parto, Doula, Gemelli, Il Libro delle Mamme, Puericultrice, Puerpera, Puerperio, Sonno neonato
Cara Virginia,
Finalmente riesco a scriverti.
Sono molto felice di averti incontrato in quanto, oltre “a salvarmi la vita” dal rientro a casa dopo il parto, mi hai insegnato ad ascoltare e rispettare le mie bimbe.
Ci hai insegnato ad agire in funzione delle loro esigenze e non in funzione di ciò che è più comodo per noi. Ricordo quando, esasperati dalle notti insonni causa continue pappe, volevamo applicare il noto metodo della camomilla……..ricordo la tua faccia…..ci hai risposto con gli occhi.
Avevi ragione anche quella volta, e di li a poco da sole hanno iniziato a saltare le poppate notturne. Insomma tutto ciò che ci hai sempre detto si e’ sempre avverato.
Grazie perché sapevo interpretare il linguaggio dei miei cani ma non delle mie bimbe e adesso ho molta fiducia in loro, nella naturale evoluzione della loro vita attraverso il loro rispetto e l’ascolto dei loro tempi.
Non ti nego che sono molto stanca e che questa nuova fase “dentini” che le rende irrequiete e insonni, la notte ci sta mettendo a dura prova (ci sentiremo per qualche consiglio) ma sono certa che questa sia la strada giusta e che le aiuterà anche quando saranno più grandi, avere fiducia in se stesse ti da una forza e delle capacità straordinarie e io spero questo per loro.
baci e spero di vederti presto,
Alessandra e Antonio
Bianca e Giulia