Latte materno

Latte materno

Latte maternoLatte materno

Il latte materno è un alimento importante ed unico per il neonato, il migliore che la natura abbia creato per lui.

Vorrei  sottolineare quest’aspetto poiché alle volte alcune mamme hanno in merito una grande confusione.

Il latte materno è strutturato per il proprio bimbo, infatti se un bimbo nasce prematuro il latte della sua mamma sarà diverso da quello di un neonato nato a termine.

Tutto ciò proprio per offrire al piccolo un prodotto adatto alla sua digestione, che sarà diverso se pesa 1600gr o 3980gr.

Il latte materno è più digeribile di quello artificiale e proprio per questa ragione, e non per altre, che i neonati hanno bisogno maggiore di essere allattati rispetto agli altri.

 

Il risultato infatti è proprio quello che i bimbi allattati al seno crescono ugualmente bene, e più sereni.

Latte materno

Crescita neonati: cosa avviene dopo il parto

Crescita dei neonatiCrescita neonati

Una delle ansie più grandi delle neo mamme è proprio la crescita dei neonati .

Alla nascita un neonato, sia con un peso importante, che un neonato con un peso più contenuto, può subire, ma non è detto, un calo fisiologico pari anche ad un dieci per cento.

Da qui possiamo immaginare che in un neonato di 4.000 gr. può arrivare a perdere anche 400gr., come un neonato di 2000gr perdere 200gr., e può significare davvero molto.

La cosa però non deve destare paura, l’ importante è che dopo questa brusca perdita, dovuta ai liquidi del bimbo ed al meconio, il piccolo, nel giro di una settimana, frena la discesa ed in capo a quindici al massimo venti  giorni dalla nascita raggiunge nuovamente il peso della nascita.

Latte materno

Dopo il parto.

Dopo il PartoDopo il parto!

La nascita di un bambino è un momento bellissimo ed anche un periodo molto intenso nella vita di una donna.

L’intensità la si può cogliere solo vivendola, ed anche l’emozione che ne consegue con  la fatica dei primi giorni.

Tornare a casa dopo il parto significa non avere più l’opportunità di un campanello a cui potersi affidare se si  ha una difficoltà o un dubbio, ma imparare a cavarsela da sola.

Inoltre quel bimbo che sembrava di conoscere perfettamente improvvisamente sembra essere cambiato, non è più lo stesso che dormiva ogni volta che lo portavano in camera.

Una mamma recentemente mi diceva: “ ma non capisco nel nido dormiva sempre ed ora invece piange in continuazione da quando siamo a casa.”

Il neonato ha bisogno da trovare un equilibrio, un suo posto nel nuovo ambiente.

Non dobbiamo dimenticare che nel giro di tre, al massimo cinque giorni, cambia diversi ambienti.

Dall’utero della mamma, nel quale era cullato, massaggiato e nutrito senza un impegno da parte sua, ad un ambiente asettico come quello del nido, per poi passare al nuovo  ambiente della sua casa, dove rumori, colori, odori, sono nuovamente cambiati ed ha bisogno di adattarsi per assorbire il nuovo cambiamento.

Di tutto questo dobbiamo tenerne conto al rientro a casa dopo il parto ed alle difficoltà della mamma alla stanchezza, alle ansie dobbiamo sommare le difficoltà del piccolo.

Questo non vuole essere uno scoraggiamento nei confronti della mamma ma semplicemente una presa di coscienza ed un rispetto maggiore nei confronti del piccolo.

La cosa migliore, almeno per la mia esperienza, è di essere supportate da una persona che si prende cura di entrambe con amore professionalità ed esperienza.

A volte può bastare anche una settimana di supporto efficace per dar modo alla puerpera di riprendersi ed essere più sicura con il suo piccolo neonato.

 

 

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Il parto cesareo

Il parto cesareoletiziaebambino

Indubbiamente oggi nella nostra era moderna, dove tutto va in fretta e tutto può essere programmato o fare parte di un planning, quella di un parto cesareo può sembrare per molte persone la cosa migliore.

Indubbiamente i parti cesarei hanno salvato tanti prematuri ed innumerevoli gemelli, tutto questo è verissimo.

Però dovremmo soffermarci anche a pensare che, in una gravidanza fisiologica la natura stabilisce da sola quando i tempi sono maturi e di conseguenza sa quando il neonato è pronto per affrontare un nuovo percorso di vita, senza forzare troppo la mano cosa che invece accade spesso.

Parto naturale o vaginale?

Parto naturale o vaginale?

Quando incontro una neo mamma  la prima volta e lei mi presenta il suo bimbo, io Fotolia_40572333_XS-150x150cerco sempre di far partire la sua storia dalla gravidanza e chiedo com’è andata, se è stata una sorpresa o una gravidanza attesa dopo tanto tempo.

La mia domanda è sempre molto gradita poiché il desiderio di attraversare di nuovo un vissuto precedente, quasi dimenticato o di cui quasi nessuno si interessa, fa si che riemergano e a volte si superino molte cose.

La mia domanda iniziale è com’è andata la gravidanza? e il parto è stato quello che voleva? spontaneo?   vaginale? O cesareo?

Perché questa differenza tra spontaneo o vaginale, mi chiede qualcuna, non è la stessa cosa? E qui si apre un mondo, quel mondo che a volte le mamme hanno bisogno di rivivere,  condividere e superare; ed è così che parte il racconto….

Ho avuto una gravidanza serena, a parte qualche nausea nei primi due mesi, ma che verso la fine del terzo è cessata, tutto è andato molto bene, ho fatto un corso pre- parto di yoga o al consultorio o in palestra, poi dalla 37° settimana mi sono state richieste i monitoraggi settimanali, alla 40° settimana però mi è stato fatto lo scollamento delle membrane.

Quando alla 41° settimana non accadeva nulla, ma io mi sentivo bene, solo un poco stanca, mi hanno ricoverata per indurre il parto.

Arrivata ai 5 cm di dilatazione mi hanno fatto l’epidurale, ma poi si visto che le contrazioni perdevano efficacia ed è stato deciso di renderle regolari somministrandomi ossitocina.

Arrivata finalmente a dilatazione completa mi hanno portata in sala parto e così mi hanno praticato un taglio, detta “episiotomia“, molto grande che mi sta creando non pochi problemi attualmente.

Successivamente, siccome del neonato si vedeva la testa, ma poi tornava indietro ed il battito del suo cuoricino scendeva, allora mentre avevo una contrazione una persona dell’equipe mi ha messo il gomito alla bocca dello stomaco e con una compressione fortissima il bimbo è nato…..

Ho ancora un grande dolore, è possibile che mi abbiano incrinato una costola?

Dopo che il neonato mi è stato portato via ci sono state tutte le procedure, espulsione della placenta stimolata, punti a non finire e così via ……

Però il bimbo sta bene e questo è l’importante, io mi riprenderò…………

Questi sono sempre più spesso i racconti delle neo mamme, e mi fanno riflettere!

Cosa c’è in tutto questo di naturale, di spontaneo, vorrei comprenderlo .

Io non riesco ad affermare che questo possa definirsi un parto naturale, posso solo affermare è stato un parto vaginale, questo si, ma di altro proprio non saprei.

Questi racconti, a volte arrivano come un fiume in piena, a volte con rabbia, altre con rassegnazione, che la mamma sente il bisogno di esprimere, io non aggiungo nulla, presto solo un orecchio attento e discreto , servono a lei per comprendere e superare ciò che non aveva avuto modo di sentire.

Molte volte, questa semplice consapevolezza, aiuta a capire il perché di tante paure e perché non è stato vissuto nella gioia questo momento così intenso.

A volte la mamma mi chiede: ma era il mio parto?

Voi cosa ne pensate?

Provate a raccontare il vostro parto…

 

 

 

 

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