Valeria ed il piccolo Niccolò

Il mio incontro con Virginia è stato proverbiale, da subito mi sono sentita a mio agio ed ho lasciato che lei mi consigliasse e mi aiutasse a capire come comportarmi con il mio piccolo.

I risultati sono arrivati immediatamente..

Sono davvero contenta di aver fatto questa esperienza!

Valeria ed il piccolo Niccolò

Aglaia e la piccola Vera.

Quando ho chiamato Virginia (trovata su internet dal mio compagno) cercavo e speravo di trovare (sperando che esistesse) la traduttrice simultanea di mia figlia che mi insegnasse come interpretare i suoi pianti, i suoi movimenti, le sue espressioni.

E nei commenti che leggevo nel suo blog dove scrivo ora, cercavo conferme del fatto che stavo per chiamare la persona giusta.

Quasi tutti i commenti però non parlavano di questa qualità magica (esistente?????) ma citavano la parola FIDUCIA.

Sapevo di sentirmi inadeguata come madre.

Un ruolo protagonista che ancora (mia figlia adesso ha 5 settimane) ha bisogno di maggiore definizione ma che senz’altro Virginia mi ha aiutato a riconoscere.

Virginia non mi ha tradotto mia figlia ma mi ha aiutato a sintonizzarmi con la mia innata capacità, in quanto madre, di entrare in rapporto a lei e questa nuova situazione.

Mi ha aiutato, e spero continui a farlo, a legittimarmi nel ruolo di madre e nelle mille e controverse e contraddittorie emozioni che questo ruolo e questo legame, generano.

Mi ha, con forza e costanza, smorzato e levigato le mie tendenze drammatiche che tenderebbero a vedere tutto con apprensione.

Mi ha vietato di colpevolizzarmi per i mille motivi per cui mi sarei colpevolizzata e soprattutto è stata, ed è, disponibile concretamente con consigli, scambi e consulenze.

Insomma a me e alla famiglia che sto creando, è servita molto.

Ha però un difetto.

Vorresti rapirla e portartela fissa dentro casa!

Aglaia e la piccola Vera.

Alessandra, Liza e Zac

I miei figli, di 3 e 5 anni, sono entrati nella vita mia e di mio marito come uno tsunami.

Incolpevoli ovviamente in quanto bambini, ma allora vedevo solo il nero e non tutte le meravigliose sfumature di colori che mi portavano.

Con questa oscurità negli occhi e un senso di sconforto e disperazione ho scritto a Virginia, che molto gentilmente mi ha chiamata subito e in breve abbiamo concordato un appuntamento.

La cosa che mi ha colpita all’inizio di lei è stata la calma e la tranquillità che trasmetteva.

Calma genera calma… da qui abbiamo cominciato un percorso e a poco a poco ho cominciato a far mia un po di quella calma a trovare nuove parole nuovi gesti… a scoprire i colori e la musica che i miei meravigliosi bambini portavano nel mio cuore.

Con molta delicatezza e fermezza mi ha consigliato e sostenuto ed ha contribuito alla mia serenità e gioia familiare.

Grazie Virgy Poppins!

Alessandra, Liza e Zac

Francesca e la piccola Greta

Quando penso a Virginia penso a un amica, una mamma, una donna forte e carismatica che mi ha saputo rassicurare e consigliare all’inizio di questo percorso meraviglioso ma a volte complesso che è il diventare madre.

Ognuna di noi ha tante paure quando tutto ha inizio e la nostra vita diventa completamente nuova e concentrata su questi doni che sono i figli.. io ne avevo molte, soprattutto sull’allattamento e anche sui tempi e modi per aiutare la mia piccola a vivere la giornata nel modo più sereno possibile.

Virginia in poche ore mi ha dato tantissimo e i suoi consigli giorno dopo giorno stanno rendendo tutto un po’ più semplice.

Grazie di cuore

Simona e la piccola Celeste

Ho contattato Virginia in un momento in cui mi sentivo in difficoltà, poco dopo la nascita della mia bambina.

Virginia ha saputo guidarmi con delicatezza e professionalità.

Mi ha restituito fiducia e mostrato nuove modalità di gestione efficaci in quel momento, senza dimenticare di darmi una prospettiva temporale più ampia proponendomi attività e strumenti che si sarebbero rivelati utili più avanti.

Mi è stata vicina quando io e la mia piccola ci siamo ammalate, sempre premurosa anche quando era lontana.

Mi ha dato preziosi consigli, grazie a lei sono tornata a dormire la notte ed ho ricevuto tanti spunti interessanti.

Grazie Virginia, di cuore!

Simona

Il sonno del neonato: attenzione ai tempi.

Il sonno del neonato: attenzione ai tempi.

Durante quest’anno 2016, appena trascorso, ho affiancato molte mamme, ho ascoltato tante problematiche di genitori in difficoltà per il sonno dei bimbi, disturbato, alle volte assente, e non sto parlando solo di bimbi più grandi di otto o dieci mesi, ma anche di neonati, per cui bimbi di 40 giorni.

Neonata e papàMamme con una grande stanchezza e tanta fragilità dovuta alla mancanza di sonno, il  racconto è sempre lo stesso, lo allatto e lui si addormenta, poi aspetto che dorma profondamente e tento di metterlo in carrozzina o nel lettino e lui come tocca il materasso si risveglia e grida come lo avessi abbandonato nudo sotto un ponte.

La scorsa settimana una mamma mi confidava sono ostaggio del mio bimbo che dorme solo attaccato a me nel lettone dalle 20.30 della sera alle 6 del mattino, se tento anche solo per pochi minuti di andare a fare la pipì piange e rimane sveglio per tre ore ed io non ce la faccio più, dopo sei mesi di questa storia sono esausta.

Però quando non ci sono e di pomeriggio c’è la signora che mi dà un aiuto lui dorme nel suo letto.

Allora la domanda sorge spontanea, perché tutto questo? Dove si è sbagliato? Ma sopratutto come fare?

Per prima cosa qualsiasi azione andate a fare chiedetevi se siete convinta di farla, perché ancora prima di voi il vostro bimbo sa se siete capaci e convinti di farla, altrimenti non ce la farete mai.

Se si pensa: “ci provo e poi vediamo se funziona”; non andrà a buon fine sicuro! Statene certe.

Voglio fare questa cosa perché questo è il suo bene ed è per la sua autonomia. Questo vi darà forza e il bimbo lo comprenderà.

Poi, un’altra cosa di estrema importanza e che viene sempre disattesa, è il fatto che i neonati, ma anche i lattanti, cioè i bimbi di tre quattro mesi, ma anche quelli di sei o sette mesi, dopo un poco che sono svegli hanno bisogno di andare nel loro lettino o nella loro culla a dormire.

Aspettare che il neonato o il bimbo piccolo ci dia il segnale che è stanco è già tardi per la gran parte di loro; poi non riuscirà a dormire perché è andato oltre.

Provate a pensare a voi, quando siete più stanche avete più difficoltà ad addormentarvi e poi riposate male.

Per i bimbi accade la stessa cosa, ma portata all’ennesima potenza.

Mettiamo nella culla o nel lettino, non dentro la carrozzina, il bimbo quando è ancora sveglio, facendogli sentire la nostra presenza con una canzoncina, un massaggio, mettiamo intorno a lui qualcosa che lo faccia sentire protetto coccolato, offriamo un dudu’, cerchiamo di fare sempre le stesse azioni, una “coccolina” che gli faccia riconoscere il momento, ma sopratutto facciamo attenzione al tempo, a non andare oltre.

Molte volte capita che fino ad un attimo prima gioca, ride dei nostri giochi e un minuto dopo grida come se non ci fosse un dopo.

Attenzione ai troppi stimoli insomma.

Quando mi chiamano e vado, e a volte intervengo, ed il bimbo si addormenta facilmente, le mamme mi chiedono, ma come hai fatto? Non c’è magia, non c’è nulla di inconsueto o strano in ciò che faccio, ma solo credo in quello che faccio ed osservo il bimbo per comprendere i suoi messaggi.

Cerco di non andare oltre la soglia di stanchezza e mi dedico esclusivamente a lui facendo in modo che il piccolo comprenda che sono lì per lui e con lui anche se non in braccio o tanto meno al seno.

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