di Virginia Mereu | Set 12, 2016 | Aiuto per la mamma, Allattamento, Articoli principali, Dopo il parto, Il Libro delle Mamme, Puericultrice
Il 13 luglio scorso è nata la nostra piccola Flaminia, il nostro amore più grande.
Solo qualche settimana prima, io e mio marito abbiamo pensato che sarebbe stato utile arrivare a casa ed avere l’aiuto di una persona esperta che sapesse guidarci ed aiutarci.
Non ci fu scelta più saggia!!
Abbiamo trovato il contatto di Virginia su internet e dopo averla incontrata ho saputo da subito che era la persona giusta.
Ho avuto un parto naturale difficile visto che la bimba pesava 4,180kg e sono rimasta in ospedale qualche giorno in più con flebo ed emoglobina molto bassa.
I primi giorni non sono riuscita ad attaccarla al seno, quando sono arrivata a casa avevo quasi già perso le speranze visto che prendeva praticamente solo latte artificiale.
Virginia si è seduta accanto a me, mi ha guardato negli occhi e mi ha detto “ce la possiamo fare!”.
Certo, il percorso è stato in salita e con diversi ostacoli ma dopo un mese finalmente ho eliminato il latte artificiale.
Virginia ci ha inoltre aiutato a prevenire tante piccole “crisi di panico” dei primi giorni e ci è stata vicina anche dopo come una mamma.
Vi consigliamo di contattare Virginia se volete godervi appieno dei giorni stupendi insieme al vostro bimbo appena nato.
Francesca, Edoardo e Flaminia
di Virginia Mereu | Lug 14, 2016 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Dopo il parto, Il Libro delle Mamme, Neonato, Puericultrice
Diventare mamma è un regalo, un dono prezioso che viene accordato alle donne, ma che apre una fase del tutto nuova della nostra vita. La nostra stessa esistenza si lega indissolubilmente a quella di un altro essere vivente che dipende totalmente ed incondizionatamente da noi. Finanche la persona più generosa e dedicata agli altri deve fare i conti con questa nuova realtà e con il carico di responsabilità e di impegni, fisici e morali, che essa comporta.
“Non c’è nulla di più bello al mondo che avere tra le braccia il proprio bambino“. Tante volte abbiamo udito questa affermazione da chi ha provato l’esperienza della maternità, ma non ne comprendiamo appieno il senso fino a che non tocca a noi diventare madri. Parimenti l’accenno alle notti insonni o all’impegno che spesso si accompagna a tale frase è un eco priva di significato per chi la ascolta se non ha già, a sua volta, vissuto questa straordinaria esperienza. Inoltre, detto accenno è spesso pronunciato di fretta, a semplice corredo delle affermazioni che esprimono la gioia della maternità che, al contrario della fatica ad essa abbinata, non si dimentica mai.
Insomma, quando tocca a noi non siamo mai abbastanza preparate!
I mille dubbi, le ansie ed il senso di inadeguatezza rispetto al ruolo che siamo chiamate a rivestire si fanno strada, rischiando di offuscare anche la felicità pura che si lega all’arrivo del nostro bambino.
E’ quindi davvero importante poter avere accanto – in questi momenti – qualcuno che con serietà e professionalità, sappia assisterci per assumere appieno il nostro ruolo di madri.
Al di là dei parenti che, seppur nel miglior assetto di rapporti, sono chiamati a stare vicino alla mamma ed al bambino, ma che spesso – con le loro emozioni o trascinati dall’onda della memoria – possono andare ad alterare il fisiologico ed unico legame che si crea tra madre e figlio, la presenza di qualcuno che possa aiutarci a comprendere meglio i segnali che la nostra psiche manda in un momento così delicato, così come le esigenze del nostro bambino, credo sia fondamentale.
Grazie per questo a Virginia!
Grazie per esserci stata accanto, delicata e discreta come una fata che leggera e impalpabile ha vegliato su di noi e contribuito alla nostra serenità.
Con affetto e stima.
Carla e Cristian
di Virginia Mereu | Dic 26, 2014 | Aiuto per la mamma, Alimentazione neonato, Alimentazione-neonati, Allattamento, Allattare, Coliche neonati, Dopo il parto, Esperienze di mamme, Latte materno, Massaggio neonato, Neonato, Puericultrice, Puerpera, Puerperio, Sonno neonato
Il pianto del neonato
Il pianto del neonato è una delle ragioni di forte ansia da parte della mamma, perché mette in crisi tutte le certezze e mette in atto, da parte di tutte le persone circostanti, dei consigli, modi di fare, azioni, atti a farlo smettere.

Pianto del neonato
Il pianto però è l’unico mezzo che il neonato conosce per esprimere un disagio, un bisogno, un dolore, una necessità, insomma è una richiesta di aiuto ed è per cui importante che la mamma, il papà e chi ruota intorno a lui, si metta in ascolto per comprendere questa richiesta.
Vediamo insieme quali possono essere le cause.
Il pianto del neonato causato dalla fame
La prima è senza ombra di dubbio la fame, il neonato in questo può passare dal sonno, in pochi istanti, al pianto disperato, e non appena viene messo al seno, nel caso di un allattamento materno, o al biberon per quello in formula, il suo pianto cessa e se siamo fortunate a fine poppata si addormenta nuovamente fino a quella successiva.
Altro aspetto sono le quantità di latte, premesso che ogni bimbo ha le sue caratteristiche, date dalle settimane di gestazione della gravidanza: possiamo avere un bimbo prematuro, un neonato di due chilogrammi e trecento nato a termine , o un bimbo di quattro chilogrammi, non possiamo metterli sullo stesso piano, poiché le loro esigenze sono di gran lunga diverse.
Comunque sia dobbiamo essere certi che la quantità di latte che sta assumendo sia quella corrispondente alle sue esigenze.
Quando abbiamo un neonato allattato con latte in formula, il biberon ci fornisce immediatamente la risposta, ha preso 60 ml o 120 ml , quando c’è un allattamento a richiesta però dobbiamo essere più attente.
Per prima cosa il bimbo all’ inizio starà al seno dai trenta ai quarantacinque minuti, perché deve ancora imparare ed ancora perché può addormentarsi spesso. Dopo però, quando il piccolo si staccherà dovrà passare almeno un’ora e tre quarti minimo per la poppata successiva, altrimenti se i tempi sono più stretti, chiediamoci perché.
Un’ altra possibilità di pianto può essere il fastidio di sentirsi sporco, con la popo’ al sederino, od ancora di sentire troppo caldo, o al contrario avere freddo, poiché i neonati hanno un maggiore bisogno di calore, specie se sotto peso.
Altro aspetto molto spesso sottovalutato è la digestione, spesso i neonati, ma anche i lattanti, cioè i bimbi dopo i quaranta giorni, in entrambe i casi di allattamento, con una esigenza maggiore per quelli allattati con latti in formula, hanno bisogno di fare dei ruttini, questo può accadere anche dopo un’ora dalla poppata, cioè il piccolo aveva mangiato e dopo un po’ si era addormentato, ma si risveglia piangendo, in quel caso, prima di pensare a chissà quale problema, possiamo prenderlo in braccio, dare qualche colpetto dietro la schiena, cercando di rassicurarlo che va tutto bene e che siamo li per lui ed aspettare che questo ruttino esca.

Pianto Neonato
Il pianto del neonato causato dalla stanchezza
Altro aspetto del pianto inconsolabile del bimbo può molto spesso essere la stanchezza che non gli permette di lasciarsi andare al sonno.
Quante volte a noi adulti capita di essere troppo stanchi, o ancora pieni di emozioni e stimoli e pur avendo molto sonno non riusciamo ad abbandonarci. Ecco la stessa cosa accade ai neonati od ai lattanti, presi in braccio da più persone, vezzeggiati, o sottoposti a stimoli forti e per tanto tempo, oppure sottoposti a rumori, colori ecc.. Questo problema accade più frequentemente di quanto pensiamo.
Un neonato, un lattante di tre, quattro mesi, hanno bisogno di andare a dormire o quanto meno essere messi nella loro culla per potersi rilassare ed entrare nel sonno serenamente.
L’errore è proprio nei tempi, e quando si aspetta che lui ci dia cenni di stanchezza è per lo più troppo tardi, specie per alcuni bimbi, quelli più ”vispi”.
Andando avanti, parlando sempre di pianto del neonato, una importanza rilevante ha quello dovuto alle coliche gassose, i bimbi ritraggono le gambine e se mettiamo la mano sul pancino sentiamo dei rumori, dei movimenti. Cosa fare in questi casi ? Mai perdere la speranza, ce la possiamo fare e, soprattutto, diciamolo al nostro piccolino, tenendolo in braccio, cercando, se ce lo fa fare, un massaggino al pancino in senso orario, per aiutarlo a fare ”puzzette”.
Mettiamolo a pancia in sotto poggiandolo sul nostro braccio, ma soprattutto diamogli conforto tenendolo stretto a noi.
Molto spesso in questi casi i pediatri consigliano fermenti lattici con probiotici e devo dire che molti bimbi provano giovamento, se dati con costanza.
La cosa migliore però in quei momenti è non essere sole, ma avere qualcuno che con noi condivida il momento critico, il papà, una puericultrice, che attraverso la sua professionalità sappia sostenere mamma e neonato, o una persona amica, una zia non invadente.
Spesso il pianto del neonato avviene alla sera e, a volte, se non lo si capisce subito, si protrae fino a notte alta, momento in cui, stremato e sfiancato, crolla nel sonno per poi svegliarsi nuovamente a ridosso della poppata successiva.
Quando tutto ciò accade, non è per vizio, come spesso viene detto, ma perché il piccolo ha bisogno di far uscire tutta la stanchezza, lo stress accumulato durante la giornata.
La cosa migliore in quei casi è mantenere la calma, contenerlo attraverso l’abbraccio, rassicurandolo che siete lì per lui o lei, insomma più che arginare e spegnere questo pianto , accoglierlo e consolarlo.
Alle volte è davvero dura, non ci sono dubbi, poiché, se è vero che una mamma deve imparare a comprendere il linguaggio del suo bimbo, è altrettanto vero che il neonato ha bisogno di ambientarsi ed adattarsi, come e molto più di noi, ma con una buona dose di pazienza ed amore senza dubbio avremo dei risultati incredibili e quelli che nei primi giorni erano pianti inconsolabili diverranno presto momenti di gioia incredibile.