Il parto cesareo

Il parto cesareo

Il parto cesareoletiziaebambino

Indubbiamente oggi nella nostra era moderna, dove tutto va in fretta e tutto può essere programmato o fare parte di un planning, quella di un parto cesareo può sembrare per molte persone la cosa migliore.

Indubbiamente i parti cesarei hanno salvato tanti prematuri ed innumerevoli gemelli, tutto questo è verissimo.

Però dovremmo soffermarci anche a pensare che, in una gravidanza fisiologica la natura stabilisce da sola quando i tempi sono maturi e di conseguenza sa quando il neonato è pronto per affrontare un nuovo percorso di vita, senza forzare troppo la mano cosa che invece accade spesso.

Parto naturale o vaginale?

Parto naturale o vaginale?

Quando incontro una neo mamma  la prima volta e lei mi presenta il suo bimbo, io Fotolia_40572333_XS-150x150cerco sempre di far partire la sua storia dalla gravidanza e chiedo com’è andata, se è stata una sorpresa o una gravidanza attesa dopo tanto tempo.

La mia domanda è sempre molto gradita poiché il desiderio di attraversare di nuovo un vissuto precedente, quasi dimenticato o di cui quasi nessuno si interessa, fa si che riemergano e a volte si superino molte cose.

La mia domanda iniziale è com’è andata la gravidanza? e il parto è stato quello che voleva? spontaneo?   vaginale? O cesareo?

Perché questa differenza tra spontaneo o vaginale, mi chiede qualcuna, non è la stessa cosa? E qui si apre un mondo, quel mondo che a volte le mamme hanno bisogno di rivivere,  condividere e superare; ed è così che parte il racconto….

Ho avuto una gravidanza serena, a parte qualche nausea nei primi due mesi, ma che verso la fine del terzo è cessata, tutto è andato molto bene, ho fatto un corso pre- parto di yoga o al consultorio o in palestra, poi dalla 37° settimana mi sono state richieste i monitoraggi settimanali, alla 40° settimana però mi è stato fatto lo scollamento delle membrane.

Quando alla 41° settimana non accadeva nulla, ma io mi sentivo bene, solo un poco stanca, mi hanno ricoverata per indurre il parto.

Arrivata ai 5 cm di dilatazione mi hanno fatto l’epidurale, ma poi si visto che le contrazioni perdevano efficacia ed è stato deciso di renderle regolari somministrandomi ossitocina.

Arrivata finalmente a dilatazione completa mi hanno portata in sala parto e così mi hanno praticato un taglio, detta “episiotomia“, molto grande che mi sta creando non pochi problemi attualmente.

Successivamente, siccome del neonato si vedeva la testa, ma poi tornava indietro ed il battito del suo cuoricino scendeva, allora mentre avevo una contrazione una persona dell’equipe mi ha messo il gomito alla bocca dello stomaco e con una compressione fortissima il bimbo è nato…..

Ho ancora un grande dolore, è possibile che mi abbiano incrinato una costola?

Dopo che il neonato mi è stato portato via ci sono state tutte le procedure, espulsione della placenta stimolata, punti a non finire e così via ……

Però il bimbo sta bene e questo è l’importante, io mi riprenderò…………

Questi sono sempre più spesso i racconti delle neo mamme, e mi fanno riflettere!

Cosa c’è in tutto questo di naturale, di spontaneo, vorrei comprenderlo .

Io non riesco ad affermare che questo possa definirsi un parto naturale, posso solo affermare è stato un parto vaginale, questo si, ma di altro proprio non saprei.

Questi racconti, a volte arrivano come un fiume in piena, a volte con rabbia, altre con rassegnazione, che la mamma sente il bisogno di esprimere, io non aggiungo nulla, presto solo un orecchio attento e discreto , servono a lei per comprendere e superare ciò che non aveva avuto modo di sentire.

Molte volte, questa semplice consapevolezza, aiuta a capire il perché di tante paure e perché non è stato vissuto nella gioia questo momento così intenso.

A volte la mamma mi chiede: ma era il mio parto?

Voi cosa ne pensate?

Provate a raccontare il vostro parto…

 

 

 

 

Aspiranti “doulas”

Sono molto contenta , che dopo anni e anni che sbatto le ali per richiamare l’attenzione  sulle mamme, sull’aiuto che può essere dato attraverso un affiancamento di un’altra donna,  i primi risultati stanno arrivando.

Mi arrivano quasi ogni giorno richieste da parte di mamme che, avendo vissuto l’esperienza del parto a volte positiva altre nettamente negativa,  affermano che se avessero avuto accanto una doula sarebbe andato tutto diversamente.

Altre volte invece le mamme stesse sentono la vocazione e il desiderio di diventare loro stesse delle doule.

A tutte questa aspiranti doule io dico: ognuno può decidere il percorso che vuole per diventarlo, io posso solo suggerirvi i centri che aiutano questo percorso.

Tenendo presente che i corsi sono in divenire, che ci si forma strada facendo e che solo attraverso il tempo e l’esperienza si cresce.

Il centri ai quali si può fare riferimento in  Italia sono:

M.I.P.A.  Movimento Internazionale Parto Attivo di Piera Maghella, una tra le più autorevoli doule italiane

che si trova a Brescia.

Mondo doula 

che ha la sede a Pisa ma che organizza anche in tutta Italia corsi per doulas.

Probabilmente stanno sorgendo anche altri centri,  in questo periodo, anche in altre città d’Italia, anzi invito le altre eventuali associazioni che fanno formazione ad informarmi per poterne pubblicare i nomi e diffondere così l’informazione.

Scusandomi fin da ora con tutte le persone, che negli ultimi tempi non hanno avuto una mia risposta in merito, vorrei  dire che le richieste sono molte ed il tempo a mia disposizione per rispondere poco.

Grazie comunque davvero a tutte e vi auguro di cuore Buon Cammino.

Virgy

La mia collaborazione con un osteopata.

La mia collaborazione con un osteopata.

La mia collaborazione con un osteopata.

IMG_20120813_064951-300x225Perché una collaborazione così? Una educatrice perinatale ed un osteopata? Cosa c’entra penserà qualcuno?

Per prima cosa vorrei specificare cos’è l’osteopatia.

L’osteopatia è una metodica terapeutica che cerca di ristabilire gli equilibri perturbati agendo a livello biomeccanico , neurologico, fluidico. Per questo vorrei rimandare una più ampia spiegazione dell’ articolo da me preso dal sito http://www.chinesis.org che vi darà maggiori delucidazioni.

Sono molti anni che affianco mamme e neonati  e che vedo accanto alle culle dei piccoli neonati farmaci importanti ed a volte molto importanti per  “aiutare i bimbi a risolvere problematiche come coliche gassose o reflussi”.

Né gli uni , né gli altri di questi farmaci, invasivi e alle volte molto potenti, risolvono effettivamente le problematiche.

Non si può dire di aver risolto una colica attraverso l’impiego del bromuro, si è soltanto sedato un neonato e questa non è certamente una soluzione, soprattutto definitiva.

Molte volte mi sono chiesta, ma ci sarà una causa? E perché non arrivare a capire e risolvere il problema alla radice e più dolcemente?

Possibile che la soluzione sia solo farmacologica?

Allora ho cercato delle altre possibilità, delle alternative.

Naturalmente vedere il proprio neonato che piange e soffre terribilmente  è una cosa insopportabile da parte di una mamma .

Nuova-immagine-300x225Attraverso  dei trattamenti di osteopatia, cioè attraverso dei movimenti che l’osteopata fa sul piccolo neonato, o sul bimbo più grande, si va a ristabilire un equilibrio che, magari è stato alterato durante il parto, o successivamente se il piccolo ha subito dei trattamenti intensivi alla nascita.

Ho visto piccoli risolvere delle problematiche semplici, o meno semplici attraverso l’aiuto dolce e professionale di un operatore  che vorrei in molti poteste conoscere.

Non c’è l’impiego di farmaci, allora perché non provare?

Questa lunga estate calda

Questa lunga estate calda

Questa lunga estate calda …. Tra gemelli e parti prematuri.

Si, è davvero una lunga estate, almeno la mia, piena di neonati, di bimbi nati prematuri  e di tanti parti gemellari.1343982929890

Infatti, come non mai, quest’anno ho avuto tante richieste di affiancamento per tante coppie di gemelli, nati prematuri, con un basso peso, con genitori alle prese con i più grandi cambiamenti della loro vita.

Molte volte i gemelli nascono con fecondazioni assistite e dopo tanti tentativi, e il loro arrivo, se pur tanto atteso, è doppiamente sconvolgente ed inaspettato.

Le analisi a cui le mamme devono sottoporsi durante la gravidanza, e più intensamente nell’ultimo periodo prima del parto, contribuiscono ad una grande stanchezza e l’ansia alle volte non ha eguali.

La gran parte delle nascite di gemelli vengono effettuate con taglio cesareo programmato,  però può  accadere che per difficoltà impreviste il  parto viene ulteriormente anticipato e i bimbi hanno un peso alla nascita piuttosto basso ed hanno bisogno di un periodo di attenta osservazione o soltanto di qualche giorno di incubatrice che non si era messa in preventivo.

Quando però tutto questo è superato e i bimbi tornano a casa, inizia da quel momento un altro periodo di grande bellezza ma anche impegno.

1345711318588-300x225Allora la mamma mi dice, non avevo previsto, non mi aspettavo un carico di fatica così grande,ora cosa faccio, non sono preparata, ce la farò? la mia mamma mi ha detto, “non allattare, tanto crescono ugualmente”, la mia amica mi ha avvertito “devi inquadrare le cose non appena puoi altrimenti ti prendono la vita”, la vicina ancora mi ha suggerito, ”la notte camomilla a volontà, ma mai latte altrimenti …” persino il ginecologo che non ha mai avuto figli ci si mette con i suoi consigli.

Tu cosa ne pensi, Virgy?, mi chiedono ed io rispondo sempre che noi possiamo solo aspettare e rispettare il nostro neonato, o i nostri gemelli , e saranno loro stessi  a dirci cosa fare e come agire.

Solo rispettando il nostro piccolo neonato, il nostro piccolo prematuro, o i nostri gemelli, saremo in grado di essergli di sostegno per una  crescita equilibrata.

 

 

 

 

La professionalità

La professionalità

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Che cos’é la professionalità oggi?
Vi siete mai poste questa domanda? In un mondo che va sempre più di fretta e dove le offerte sono multiple in tutti i settori e per tutte le professioni?
Un professionista é una persona che ha studiato per esercitare la sua professione, che ha conseguito un diploma, una laurea, un master e nonostante ciò continua ad aggiornarsi, a frequentare corsi, dibattiti, convegni, che sperimenta nuove metodologie, insomma che investe su se stesso anche economicamente.
Tutto ciò naturalmente ha dei costi che si assume personalmente per formare se stesso, ma anche per fare del suo meglio con le persone o le cose con cui va ad operare.
Tutto ciò solo per dire che una persona qualificata, una professionista la si riconosce anche dai costi, che non devono essere proibitivi, ma che le vanno giustamente riconosciuti.
Nel mio settore in particolare, cioè nell’aiuto alle mamme ed ai neonati, fare una distinzione ben precisa è importantissimo, una cosa è ricevere un aiuto non qualificato ed un’altra è un aiuto specializzato.
Sappiamo tutti quanto sia delicato un neonato e quanto lo sia una neo mamma allora dedichiamole un attenzione particolare, risparmiando magari su altre cose.

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