di Virginia Mereu | Mag 27, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme, Neonato
Perché scegliere l’affiancamento di una persona esperta?
Per prima cosa vorrei specificare che avere accanto una puericultrice non significa essere mamme incompetenti, ma piuttosto essere attente ai propri tempi ed ai propri bisogni, inoltre significa avere una maggiore sensibilità nei confronti del proprio bimbo.
Qualcuno nel tempo ha sollevato il problema economico, ma io continuo a pensare ed a vedere quante spese superflue vengono fatte per il neonato che potrebbero essere invece impiegate a favore di entrambe, madre e bimbo proprio con un sostegno.
Una mamma serena ha anche un neonato piú tranquillo e fiducioso, ancor di più quando i bimbi sono due.
di Virginia Mereu | Mar 11, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Gemelli, Neonato
Il Neonato, questo sconosciuto
Portare dentro di se per nove mesi, il proprio bimbo, ci dà la sensazione di conoscerlo e di sapere che tutto sarà prevedibile e semplice.
Nelle ultime settimane, quando gli abbiamo parlato, quando alle nostre carezze o discorsi del papà lui ha risposto con un calcetto, questo ci ha fatto pensare: lo conosco, è proprio il mio bambino.
Poi il neonato viene alla luce, trascorrono due giorni o alle volte cinque, se si effettua un cesareo, ed ecco che si torna a casa dalla clinica.
Una volta entrati a casa tutto cambia, alle volte le mamme dicono, ma non è più lui, o lei, non lo riconosco più, sembra uno sconosciuto, cosa è accaduto!
Il neonato piange, sta attaccato al seno e quando tento di metterlo nel suo lettino si sveglia, e non riesce a riprendere sonno se non lo rimetto al seno perché accade tutto ciò?
La risposta è semplice ed al contempo difficile da comprendere.
Consideriamo il fatto che quando era nella nostra pancia era cullato nel liquido amniotico, massaggiato, non aveva la sensazione di fame o freddo, nessuno lo sollecitava per una cosa o un’altra, e si addormentava sereno al ritmo del cuore della mamma.
Ora improvvisamente tutto ciò è cambiato e lui ha bisogno di comprendere, lui ha semplicemente bisogno di essere rassicurato che la mamma gli è accanto, con delle modalità diverse, ma può contare su di lei e sul suo amore, può tornare ad avere fiducia in lei.
Non sarà sempre così, ma in questo particolare periodo lui ha essenzialmente ed inesorabilmente bisogno della sua mamma, della sua vicinanza e negargliela servirebbe solo ad alimentare insicurezza in lui
Con ciò vorrei rassicurare le mamme che dare questa presenza fisica ed affettiva al bimbo non significa essere con il seno un ciuccio del proprio bimbo, ma invece permettergli di andare verso il futuro serenamente.
di Virginia Mereu | Mar 11, 2012 | Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
I nonni
Oggi vorrei parlare un po’ dei nonni, tanto amati e cercati da molti ma soprattutto da chi li ha lontani, e tanto temuti e a volte tenuti lontani da chi li ha “troppo vicini”.
I nonni, in fondo i nostri genitori, o i genitori del nostro compagno sono fondamentalmente delle persone preziose, importanti per i nostri figli poiché possono offrire proprio quella parte che noi non possediamo: pazienza, tempo, disponibilità e molto altro.
In questo mondo che corre in fretta loro rappresentano a volte un porto sicuro.
Non vanno di fretta, possono essere più attenti alle piccole cose ed i bimbi piccoli sono affamati di cose che all’adulto frettoloso sembrano insignificanti.
Tutto questo a patto però che non debbano stare con i bimbi per dieci, dodici ore al giorno, a mio avviso, perché dovrebbero poter stare con i bimbi senza occuparsi della loro educazione, che spetta ai genitori, i nonni devono fare i nonni, la passeggiata, la giostrina in più, perché la mamma dice solo 2 giri, ed i nonni invece li fanno andare per 4 volte. Insomma anche le piccole marachelle, quelle tenere, della serie, “ arriva la nonna con il nonno e si fanno cose belle”.
Quando ero “giovane “ io, i nonni avevano all’incirca tra i 50 / 55 anni, oggi si diventa genitori intorno ai 40 anni, per cui nonni ad almeno 65 alle volte anche 70 anni ed oltre, non ci sono più le risorse fisiche per stare dietro ad un bimbo piccolo anche se ne avrebbe il desiderio.
Quando poi si è costretti a farlo per esigenze economiche dei genitori può diventare gravoso per loro e pesante anche per i piccoli.
Pur rimanendo una grande risorsa non devono e non possono essere sfruttati per i nostri comodi.
di Virginia Mereu | Gen 26, 2012 | Aiuto per la mamma, Alimentazione-neonati, Allattamento, Articoli principali, Doula, Neonato
Il rispetto del neonato!
Oggi vorrei affrontare un tema a me molto caro e importante, il rispetto del neonato.
Si proprio il rispetto, poiché molte volte anzi troppe, leggo in alcuni libri o nelle riviste specifiche per le mamme i cosiddetti metodi per avviare i neonati, insomma una sorta di corso su come abituare il bimbo alle nostre regole e non farci sopraffare da lui.
Cosa vuol dire tutto questo? Che lui nasce indisciplinato e noi dobbiamo correggerlo? Che lui porta con sé oltre che un corredo genetico anche una sorta di vizi che dobbiamo mettere a tacere altrimenti sono guai?
Allora non prenderlo in braccio è una tra queste regole, altrimenti si vizia, ma cosa significa questo? Lui è stato per nove mesi nell’utero materno, cullato, massaggiato dall’acqua, in un ambiente caldo dove la luce era ovattata, dove i suoni esterni venivano percepiti ma non era mai aggredito da questi.
Dove il battito cardiaco della mamma scandiva il tempo e la sua voce lo rassicurava.
Inoltre non aveva la percezione della fame, dei “crampetti” allo stomaco, poiché la mamma gli forniva momento per momento tutto ciò di cui aveva bisogno, non ultima la sicurezza dello stare bene.
Improvvisamente una volta nato viene catapultato in un mondo di suoni, colori, odori che lui non conosce di cui deve prendere coscienza e con cui deve fare i conti.
Non dimentichiamo che molte volte il contatto con l’adulto non è piacevole ma doloroso, si pensi solo agli screening che vengono effettuati nei nidi.
Molte volte mi è capitato di sentire persone che dicono, lascialo dormire nella stanza con il televisore acceso, con il telefono che squilla incessantemente, con persone che parlano ad alta voce, così si abitua.
Ma io vorrei fare una domanda, ma se un vostro familiare si mette a riposare dopo pranzo, voi lasciate che la porta della sua stanza aperta o cercate di accostarla? Ma se vi sentite sole o tristi o semplicemente non riuscite a digerire e qualcuno si avvicina a voi e vi fa una carezza, vi chiede cosa può fare per voi, voi come vi sentite? Allora perché non va così per un neonato? Perché lui se ha il pannolino pulito, il pancino pieno non deve mostrare altre necessità, non può chiedere altre attenzioni da parte dell’adulto?
Io rimango sbalordita e inorridita, il sabato pomeriggio nel centro commerciale , a vedere i neonati allattati nel caos più totale,vedere mamme che allattano al seno o al biberon nella più completa indifferenza, ma il rispetto del neonato dove è finito?
Possibile che una coppia di genitori riesca a svagarsi solo così? E poi ci chiediamo se al rientro a casa il piccolo è nervoso, ma tutto il bombardamento che ha ricevuto è una cosa di cui non tener conto?
Provate voi ad entrare in una centrifuga e poi ditemi come vi sentite, vi sembro esagerata? O è capitato anche a voi di farvi delle domande in merito al rispetto del neonato.
Noi chiediamo ai nostri bimbi davvero molto, ma quanto rispettiamo noi i loro bisogni? Quanto siamo attenti alle loro necessità.
Visto che abbiamo noi scelto di averli, siamo noi che possiamo cercare di adattare le nostre esigenze alle loro ? o loro devono imparare il nostro modo di vivere perché così vanno le cose?
Una persona che non viene rispettata nel suo essere, non sarà da grande una persona che ci rispetterà, o che rispetterà l’altro, poiché non saprà farlo e non per suo volere, forse dovremmo rifletterci un poco non vi sembra?
di Virginia Mereu | Gen 22, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Gemelli, Neonato
Quando una donna scopre di aspettare un bimbo, quando capisce che dopo nove mesi la
sua vita cambierà radicalmente tutto muta.
Comprende solo allora che avrà il suo piccolo neonato tra le braccia di lì a poco, forse non lo aveva mai raffigurato questo quadretto dentro di lei, dopo il primo momento di emozione, entusiasmo, di sconvolgimento, di apprensione, alle volte di paura, di grandi sentimenti contrastanti , iniziano le prime domande , l’ho cercato, ma forse non lo volevo veramente, ed ora cosa accadrà del rapporto con il mio compagno? Diventerò mamma senza essere più donna? O amica? O amante? cosa sarà di me? Come farò ad affrontare questa nuova condizione? Sarò una brava mamma? Come posso fare per affrontare al meglio tutto ciò?
Essendo una donna, la futura mamma, inizia pensare, all’organizzazione, a guardarsi intorno, cosa hanno fatto le amiche, a chi si sono rivolte, insomma iniziano le ricerche, dove poter si preparare al grande evento.
Nella gran parte delle volte ci si organizza in coppia, si cercano posti da frequentare la sera o comunque anche il papà cerca uno spazio per accompagnare e sostenere al meglio la compagna, tutto ciò è bellissimo, denota il grande cambiamento che sta avvenendo nell’ambito della coppia e della famiglia.
Il contributo del futuro papà è fondamentale perché la mamma viva più serenamente questo periodo così delicato.
Inoltre c’è tutta la parte organizzativa della stanza del neonato,l’acquisto del corredino, della culla, della carrozzina, le ultime cose poiché le pubblicità rendono tutto assolutamente utile e indispensabile, insomma si cerca di fare tutto al meglio e di non trascurare nulla.
Tutto ciò è senza dubbio molto bello, emozionante, e certe cose fanno si che questo periodo prenda forma, anche l’acquisto più banale può avere la sua importanza.
Poi, ecco che un giorno, magari inaspettato, accade tutto, le prime contrazioni, una perdita di liquido amniotico, il sogno diventa realtà.
A volte come lo si è immaginato, a volte molto meglio del previsto altre non proprio come lo si sognava, magari un cesareo d’urgenza, insomma ora il piccolo è nato davvero, cosa fare però, si è davvero pensato a tutto?
Molte volte la mamma torna a casa, e superato il primo giorno in cui il papà è con lei ad affrontare i dubbi e le incertezze, il papà torna al lavoro e la mamma? Rimane sola a casa! Il campanello della clinica per cercare aiuto non c’è, la sua mamma non è più in grado di sostenerla costantemente, perché ha le sue problematiche, o abita lontana, le amiche ci sono ma hanno il loro lavoro e i bimbi e la casa da mandare avanti.
Insomma secondo la mia esperienza si parla molto della gravidanza e del parto e tutto ciò va benissimo, ma non si parla abbastanza del dopo, del bisogno che ogni mamma ha di essere sostenuta ed aiutata.
L’essere donna non è l’equivalente di essere mamma, la natura non a caso impiega 40 settimane per far nascere un bimbo e dare modo alla futura mamma di comprendere questa realtà.
Ancora troppo spesso sottovalutiamo questo aspetto dando grande importanza al prima alla gravidanza, al parto, ma sottovalutando il dopo-parto , lasciando ed accorgendoci troppo tardi di aver lasciato una mamma da sola, con la sua stanchezza e con la sua fragilità legata al periodo.
Impariamo a mettere nel nostro budget non solo la clinica , la carrozzina, ciuccio e monitor per ascoltarlo se siamo in un’altra stanza, ma usiamo una parte delle nostre risorse, anche quelle economiche, per avere al fianco una persona che ci dia un aiuto professionale con il nostro neonato.
Alle volte bastano pochi incontri e poca spesa per fare una sostanziale differenza , ed avere una mamma ed un bambino più sereni, l’alternativa può essere quella di farsela regalare dalle persone che tengono a voi.
di Virginia Mereu | Gen 22, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
E’ con grande piacere che nell’ ultimo periodo della mia professione assisto ad una
evoluzione dei neo papà nell’ambito della coppia.
Prima ad occuparsi del neonato era esclusivamente la neo mamma ora invece i papà vogliono partecipare attivamente fin dai primi giorni di vita del neonato, sia per quello che riguarda la parte pratica, cambio del pannolino, bagnetto, aiutarlo a fare il ruttino, che essere attivi e confortare il neonato nei momenti di sofferenza, pianto del piccolo, una bolla d’aria che si fa desiderare o un sonno che tarda a venire e che provoca nervosismo e problematiche serali.
Inoltre, sempre precedentemente, a chiamarmi per avere informazioni sull’affiancamento al momento della nascita del neonato, erano esclusivamente le future mamme, le quali si informavano su quale contributo poteva essere offerto loro da una educatrice perinatale , quale era il periodo di affiancamento che secondo la mia esperienza poteva essere necessario per poter affrontare con serenità il periodo post nascita. Ora lo fanno anche i papà.
La donna sentiva grande necessità di coinvolgere il proprio compagno, mentre il futuro papà delegava il primissimo periodo alla mamma, riservandosi di contribuire lui stesso in un periodo successivo, magari quando doveva montare la pista per le macchinine o addirittura sognando il momento in cui avrebbe accompagnato il suo campione all’allenamento di calcio.
Come si può immaginare, per le bambine andava anche in maniera peggiore, poiché molti di loro confessavano di non sapere dove mettere le mani ed il rapporto papà e figlia tardava a costruirsi con conseguenze non indifferenti nel periodo dell’adolescenza.
Tutto ciò con grande sofferenza da parte delle mamme, costrette in qualche modo ad essere sostenute solo da un mondo femminile.
Negli ultimi anni invece, ed in particolar modo in questo ultimo periodo è il papà che fa il primo passo, la chiamata per un affiancamento, o per una consulenza viene proprio da loro.
Mi è capitato per ben due volte questo mese che il papà si sia collegato sul web alla ricerca di un aiuto per sostenere la propria compagna, o che lo abbiano cercato insieme.
Questo trovo sia stupefacente ed anche se siamo molto in ritardo rispetto agli altri paesi europei stiamo davvero facendo dei passi avanti.
Questo cambiamento va sicuramente a beneficio dei piccoli neonati che possono contare maggiormente su di uno sviluppo armonico della loro crescita.
Bravi papà! Siamo sulla strada giusta e le mamme ringraziano!