Il pianto del neonato

Il pianto del neonato

Il pianto del neonato è senza dubbio una delle cause di grande stress da parte di neo mamme e la cosa non deve meravigliarci, lo stress della mamma è causato dall’impotenza, dal fatto che nonostante lei si prodighi per il benessere del suo neonato lui continui ad avere un disagio e che lo esprima attraverso il pianto.

Molte volte le mamme mi dicono, il neonato è pulito ha mangiato, ha fatto il ruttino, ma non riesco a  capire, piange e non riesco a consolarlo ed io mi sento completamente inadeguata.

Il pianto è l’unico mezzo che il  neonato ha per esprimere un disagio e le cause possono essere molte, un dolorino al pancino, una bolla d’aria che non riesce ad uscire, un problema di reflusso gastro- esofageo.

Un pediatra neonatologo mi diceva che negli ultimi anni l’incidenza di questo problema nei neonati è aumentato del 120%  una percentuale che indubbiamente fa riflettere.

Ma le cause del pianto del neonato possono essere anche non soltanto di origine fisica, può sentirsi solo.
Si, esattamente, può aver bisogno di coccole.

Io faccio sempre questa osservazione con le neo mamme durante tutta la gestazione, che come tutti sanno può terminare alla 40 settimana, il bimbo è all’interno dell’utero, dove può toccare le pareti e provare sicurezza, è continuamente massaggiato dall’acqua che ha intorno, pensiamo a noi nella vasca da bagno ed al piacere che proviamo, avvolto in una temperatura a lui congeniale.

Inoltre non dimentichiamo che ascolta il battito del cuore della mamma, la sua voce, tutto questo è per lui fonte di grande sicurezza, ed allora perché non dovrebbe sentirsi solo perché non dovrebbe esprimere un bisogno di stare tra le braccia della mamma, o del papà?.

Molti mi dicono: allora è già viziato, già ha compreso le braccia, cosa significa? Perché non dovrebbe essere più sereno se lo abbiamo in braccio? A pensarci bene, se noi dobbiamo affrontare un piccolo intervento o abbiamo un dolore cerchiamo di stringere una mano amica, tutto ciò non attenua il dolore vero e proprio, quello rimane, ma la nostra percezione cambia e lo sopportiamo meglio, perché per un neonato dovrebbe essere diverso.

Io quando affianco una neomamma ed il neonato piange disperato  le chiedo  di prenderlo e di parlargli con dolcezza, spiegandogli che lei è lì per lui che sta cercando di comprendere quale sia il problema e di aiutarlo di avere pazienza che insieme lo risolveremo.

Comprendo perfettamente che una neomamma, vorrebbe vedere risolto in un click, poiché oggi è così che siamo abituati, il pianto del suo neonato; vorrebbe che la stanchezza di una gravidanza e di un parto, a volte spontaneo altre cesareo, fossero subito alle spalle, ma non è così semplice e veloce, c’è bisogno di tempo c’è bisogno di aiuto da dedicare a se stesse per poter tornare ad essere serene oltre che in forma.

In fondo un neonato è tale fino a 40 giorni e cosa sono di fronte a una vita?

Racconta il tuo parto

Racconta il tuo parto

Proprio ieri parlando con una mamma che ho affiancato nel settembre del 2009, mi manifestava la sua esigenza di scrivere a proposito del suo parto immaginato in un certo modo e poi finito in tutt’altro modo, un cesareo d’urgenza con tutte le implicazioni psicologiche e fisiche che questo determina.Roman-300x200
Poichè non sempre le cose vanno come si vorrebbe, come si è sognato, e questo da origine a problematiche che vanno in qualche modo affrontate.
Allora anche poter fissare sulla carta ciò che è accaduto può essere di grande aiuto.
Aspetto per questo i vostri racconti belli ma anche le vostre esperienze sul parto che non sono andate come avreste voluto.
A presto dunque, questa è la vostra pagina.

La nascita di Joel

La nascita di Joel

LA MIA AVVENTURA

tutto e’ iniziato con 2 righine rosa, così piccole e deboli da non poter credere che miioel avrebbero cambiato la vita ed invece…
oh! …. 2 righine, una vita , 2 vite , la mia e la tua, piccolo essere ancora sconosciuto ma già forte ed imponente nella tua presenza.
sono una donna , fonte di vita , ora lo so, 2 righine, una vita, sono UNA MAMMA!
fiera ed emozionata nell’essere stata scelta per il viaggio che lo condurrà al mondo, mi preparo.
Ok, ce la posso fare.
Inizio il mio iter di analisi , ecografie, visite, ed ancora analisi ,ecografie visite e…
fermi tutti , sono una donna, culla di vita, casa e tempio del mio bimbo, non una ragazza che per sbaglio e’ incappata in una malattia, e allora?
Il magnifico viaggio di 9 mesi che viene illustrato nei libri e giornali e’ solo questo?
analisi , visite? ho una vita dentro di me, non un mal di pancia, UNA VITA.
Per ora sono sola con questo pensiero, lo tengo per me, quasi impaurita nel confessarlo, sarà si una vita, ma tra tante, di donne come me ce ne sono milioni e di vite come lui anche, i 30 minuti di visita bastano , ci sono altre donne che aspettano fuori, il bimbo cresce , e’ tutto ok, ci vediamo tra un mese.
Un attimo, ho mille domande da fare, ho bisogno di più tempo, di attenzione , ma non alla mia pancia, scusi dottoressa cosa mi succede dentro? intendo dire a livello emotivo, celebrale, cosa sono queste sensazioni, paura ,smarrimento, ricordi lontani e nascosti, di infanzie dimenticate un tempo ed ora cosi limpide, forti travolgenti, ho paura, so che ce la farò come molte prima di me, ma ho paura, devo avere paura della paura? e’ sbagliato? forse io sono sbagliata forse…
Signorina ci vediamo tra un mese, non si preoccupi il bimbo sta bene,
Grazie per il suo aiuto.
Ok vado in libreria, ne avranno scritti di libri sull’ argomento: lo stato emotivo della donna incinta, come vive il nuovo arrivato e come il nuovo arrivato vive lei.
Si ne hanno scritti, molti forse troppi, quale sarà quello giusto per me? quale?

Passano i mesi in maniera travolgente e veloce, ora sono al 7 °, la pancia si fa ingombrante, i pensieri pure, provo a renderli parte di me, delusa dal fatto di non potergli dare spazio perché incapace di comprenderli.
Sto andando nella strada giusta? forse no, forse mi sfugge qualcosa, non dovrei sentirmi sola ed incompresa, no non dovrei.
Ed ecco che arriva lei, la mia Zietta preferita così la chiamo
Una pancia,una mamma, una donna,
– e’ si una mamma, una donna, un po’ intimorita perché, vorrei capire ,vorrei chiedere , sapere
– senza fretta, con calma .
– senza fretta?
e’ iniziata cosi, un po’ per caso un po’ per destino, la mia “seconda gravidanza”, seconda perché da quel giorno e’ stata tutta un altra cosa.
Ad ogni dubbio, domanda o pensiero ho iniziato a chiedere a lei, forte ogni giorno che passava del fatto che in fondo le mie domande non erano stupide.
Ogni donna in questo periodo di evoluzione e’ assalita da dubbi, ricordi, sentimenti contrastanti , perché diciamolo, prima di mettere al mondo il nostro cucciolo ci sentiamo in dovere di analizzare la nostra vita, capire i nostri difetti. Fare silenzio intorno per comprendere meglio.
Il tempo per fare tutto questo c’è, sono sola nella fredda e grigia Milano io, il mio pancione e la mia tesi di laurea, il mio bimbo nascerà a primavera proprio a maggio e con lui affronterò il mio esame finale niente male no!….
Manca poco, e’ ora di prepararsi seriamente, anche perché fino ad ora a parte la teoria puramente ostetrica non ho in mano nulla, zietta ci sei?

Lei vive e lavora a Roma però è molto presente in questo periodo per cui quando arriverà il momento salirà da me.

Si parte!!!
Via allora : respirazione , contrazione, rilassamento, regole base per un buon travaglio,
Cosa ne pensi del parto attivo? travaglio in acqua? se mi fanno il cesareo ? vorrei il mio bimbo sempre con me, anche in ospedale, e’ cosa buona? si può fare? e se non riesco ad allattare?
– respirazione, contrazione, espirazione, rilassamento.
Il potere e’ realmente nelle nostre mani, o in questo caso nella nostra pancia,
Il parto e’ un processo estremamente naturale , che va avanti da milioni di anni, scritto in modo indelebile nel dna, nella nostra mente, nella nostra anima,
fidati di te , del tuo bambino e di me se vorrai.
non manca più nulla ormai, il tempo e’ finito
Partorirò a Milano, ci sarai anche tu ?
Sto arrivando
Sono con lei ora, e mi sento più sicura, forte e fiduciosa,
ha esperienza e gentilezza commovente se paragonata a quella dei miei dottori,
mi porta a rispondere alle mie stesse domande attraverso riflessione,
non impone mai le sue idee , e non boccia mai le mie, seppur strambe, non impone nulla di lei , ne nei modi ne nei pensieri, mi accompagna dentro e fuori i pensieri e nelle sensazioni in modo discreto, fluido , perfetto per me, ragazza strana, dalle idee folli, da tenere sotto controllo, dicevano i medici.
Sono dieci giorni che siamo insieme, e del grande evento non si vede ancora l’ombra.
Credevo di arrivare impaziente alla fine, ed invece… ho assaporato ogni singolo giorno di quell’ ultima attesa, insieme a lei, lunghe passeggiate per smuovere il mio pigro bimbo, chiacchierate rilassanti davanti ad una tazza di the, e la ricerca di un ospedale che abbia voglia di accogliermi.
Zietta vorrei partorire al Buzzi, li fanno parto attivo, posso tenere il bimbo con me 24 ore su 24 , c’è’una vasca per il parto in acqua
-Non ci sono i posti
-Ma io vorrei il Buzzi
– Troveremo il posto vedrai.
– Ok

A 9 mesi e 10 giorni la nostra tattica a avuto i suoi effetti.
Il 23 maggio alle 16.00 si presenti per il parto signorina.
– Ci siamo Zietta, ci siamo!…, io il bimbo, tu ed il Buzzi, sono pronta.
Per non rischiare di finire in balia dell’agitazione al mattino mi recai a scuola come di abitudine e
alle ore 15 esco da scuola, lei e’ li, con la valigia in mano ed un sorriso sicuro stampato sul viso
– andiamo?
-Si!
Alle 16 avviene il ricovero, con fare sicuro mi avvio al reparto, mi cambio, mi rilasso, non ricordo agitazione, ma tranquillità,
Non ricordo solitudine, smarrimento, paura.
Ricordo fiducia, piena dentro di me accanto a lei,
Con tutta l’ incoscienza che fa parte di me ho iniziato a non pensare ,
Il parto e’ cosa naturale, avverrà tutto da sé, ovviamente con mia partecipazione concreta quando sarà il momento.
Per il resto c’e’ lei, a ricordarmi ciò che e’ meglio e come farlo al meglio,
Sarà lei a guidarmi, sarà’ i miei occhi e le mie orecchie, perché nel tumulto che ci sarà sicuramente perderò eventi parole e sguardi.
Sarà lei a catturarli per me.
Lei e’ la persona giusta, perché non vivrà il turbine di emozioni tipiche di mamme, non si farà sopraffare dalla paura se ci dovessero essere complicazioni, e’ la mia zietta preferita ma è una persona esperta, sa ciò che vorrei per me e per il mio piccolo ne abbiamo parlato tante volte.
Sono in buone mani.
Passa la notte , il mio piccolo principe e’ ancora ancorato alle pareti del mio utero, lei mi è accanto , con un occhio chiuso ed uno aperto, pronta ad aiutarmi nel caso in cui ce ne fosse bisogno,
e’ ancora tutto tranquillo, dormo.
E’ mattina, ed e’ ancora tutto tranquillo, ma allora piccolo amore, che dobbiamo fare?

ore 12, inizio parto indotto, arrivano le prime contrazioni, lei e’ andata a cambiarsi, arriverà presto,
tranquilla arriverà.
altre contrazioni
Eccola!
Zietta stavolta ci siamo
– inspirazione , contrazione, rilassamento,
– oddio non mi ricordo più come si respira? come si fa?
– Facciamolo insieme, inspirazione , espirazione, gonfia la pancia , sgonfia la pancia
– ecco una contrazione , eccone un’altra, iniziano ad essere forti, molto forti…
Ero convinta, con molta presunzione, che io non avrei urlato come le altre donne, perchè io ero forte sopra ogni cosa.
Confesso: ho urlato, minacciato il suicido e trattato male qualche ostetrica ma a parte ciò vi dico che mi sono divertita, ho riso, molto insieme a lei, punto fermo in un grande via vai generale , ho riso per le mie uscite e per le sue risposte, ho riso del mio dolore e di come reagivo a ciò, ho riso del mio viso, un po’ provato , ho riso della forza che ho richiesto a lei per sorreggermi nei momenti più duri, non so quante volte mi sono aggrappata a lei, l’ho stretta e abbracciata per dar sollievo al mio dolore, e ridevo vedendo il suo, schiacciata da una donna stanca con un enorme pancione .
Ecco l’ostetrica che ricompare, ma mi sembra diversa, non che avessi prestato molta attenzione ma … a si la prima aveva finito il turno ed e’ andata via
Altra visita per dare modo di capire a che punto siamo
Sono sfinita penso non ce la faccio
– si vedono i capelli, ci siamo dice l’ostetrica vuoi vedere?
– portatemi uno specchio uno specchio.
Oh!… il primo sguardo posato su di lui … che riccioli meravigliosi ho pensato.
– ci siamo Raffaella mi sono detta ora devi iniziare a spingere, ora ? sono ore che sento il bisogno di spingere e me lo impedite, ed ora che sono stanca mi chiedete di farlo,
-coraggio, un ultimo sforzo,

vado in sala parto, mi appoggio a lei, mi sorregge , mi accarezza, mi massaggia,
mi dice quando spingere, quando rilassarmi, quando spingere ancora , è proprio ora,
-spingi mi dicono tutti
-sono stanca,
-un ultimo sforzo, ecco la contrazione, –
-spinga signora, spinga
– prendi l’orario appena tutto il corpicino e’ fuori, non mi fido di quello che scrivono i dottori,
– tranquilla
-spinga!
arriva la contrazione , io spingo o faccio finta, non so ero troppo frastornata per capire bene se lo immaginavo o lo facevo, lei e’ dietro di me , mi mette una mano dietro la nuca,
– spinga
mi alza la nuca e mi spinge il mento sul petto, il bimbo esce,
– 16.04 è nato JOEL annuncia la mia Zietta
io sorrido, mi porgono quel piccolo pargolo sul petto, sul seno, lo guardo,
il dolore e’ svanito, improvvisamente e meravigliosamente.
Lo guardo, e’ un piccolo alieno, gli do il benvenuto, gli conto le dita, devo dire che non mi importava nulla di quante dita avesse, ma dicono che tutte le mamme controllano queste cose , meglio non essere da meno.
Arriva l’ infermiera, vuole portarlo via per il bagnetto, non voglio che il mio bimbo si immerga nel primo contatto con il mondo tra le mani di una sconosciuta,
– signora può farlo la mia zia il bagnetto ?
l’ infermiera mi guarda un po’così ma non mi interessa, il bimbo e’ mio,
Zia va , mi giro per dare un occhiata, sono curiosa, la vedo attraverso lo specchio, vedo il suo viso, le sue espressioni di pura dolcezza, i sorrisi che rivolge al mio amore, posso imparare molto da lei , mi dico, trasmette dolcezza, tenerezza e sicurezza, Joel non le toglie gli occhi di dosso è tranquillo sereno.

Poco dopo torna, con il piccolo , vestito con il suo piccolo completino bianco, me lo fa vedere, mi chiede se lo voglio prendere, le chiedo un attimo di tempo per realizzare il nuovo stato, ora siamo due entità separate, ora sono di nuovo me, ho bisogno di un minuto.
Arriva l’ infermiera, lo deve portare a far la visita, non posso rifiutarmi,
Zia lo posa delicatamente tra le braccia dell’ infermiera,
In un momento di lucidità penso: ma Joel non ha pianto? guardo zia un po’ intimorita pronta a porgli la mia domanda quando sento il piccolo piangere, la guardo allora stupita,
Joel ha pianto solo ora, ora che e’ tra le braccia di una sconosciuta; non ha pianto con me , non ha pianto con lei, sono proprio fortunata mi dico compiaciuta di aver preso la decisione giusta il giorno in cui mi sono affidata a lei.
Mi portano nella ” sala di controllo “, arriva con me anche Joel, lo prendo in braccio, lei si avvicina lo sistema vicino al seno, il piccolo annusa e si attacca, con una spontaneità strabiliante, che cosa incredibile la natura!
Il latte arriverà mi dice, devi solo tenere accanto il bimbo.
Fa un po’ male all’ inizio ma poi vedrai che passa, è ora di andare in camera, decido di rifiutare la carrozzella, ho partorito non sono stata operata,
Raffy non c’e’ bisogno di fare l’ eroina,
Perchè no’!
inizio a camminare prendo l’ascensore mi avvivo per il corridoio, mi devo sedere , mi gira la testa, cavolo se solo ascoltassi di più!
Arrivo in camera, mi portano Joel, dorme tranquillo nella sua culla, anch’ io riposo.
Con un immensa gratitudine nel cuore, mi addormento, non ricordo se l’ho ringraziata abbastanza per tutto ciò che ha fatto per me.
Lo farò domani.

Lettera a tutte le mamme e le future mamme

Lettera a tutte le mamme e le future mamme

Lettera a tutte le mamme e le future mamme.

Carissime, sono 10 anni che io ho dato vita al mio sito www.doula.it , per informare Fotolia_10565503_XS-300x225le future mamme dell’aiuto che poteva venire dalla figura della doula, o aiuto madre, o educatrice perinatale, ed è proprio attraverso il mio sito che vorrei scrivere una lettera alle mie mamme ed a tutte le future mamme che hanno pensato o deciso di percorrere un tratto della loro vita affiancate da me.
Io vorrei ringraziarvi tutte perché nel corso degli anni mi avete dato la vostra fiducia, l’amicizia ,il vostro affetto e qualche volta, per motivi inerenti alla salute, avete anche affidato interamente i vostri piccoli tesori nelle mie mani, poiché impossibilitate o lontane, poiché ricoverate.
Io vi ringrazio per non avermi considerato una “tata”, anche se ho tutto il rispetto per le persone che svolgono questa professione, ma una persona che vi ha affiancato e dato sostegno, lasciandovi protagoniste in un periodo così bello, intenso e delicato come la nascita del vostro bimbo o bimbi.
Sì, perché sempre più spesso mi capita di essere di supporto ad una coppia di genitori in attesa di due bimbi e se non è semplice uscire di casa in due e rientrare in tre, quando si torna a casa dalla clinica in quattro la cosa è un pochino più ..impegnativa.
O ancora la mamma mi chiama, mi annuncia la futura nascita del secondogenito ed è molto bello sentire l’affetto con cui mi chiede: “ tu ci sarai vero? Tu sei parte della famiglia”.

Non ha importanza il fatto di essere già passate per quelle fasi e di sentirsi sicure per le cure del bimbo ma sapere di avere accanto un’amica oltre che una persona professionalmente preparata su cui contare è importante.
Ognuna di voi ogni volta che si concludono gli incontri giornalieri e si passa alla fase in cui ci si vede dopo qualche giorno, o semplicemente per prendere un tè, mi dice di aver appreso molte cose in quel periodo: la capacità di osservare il proprio piccolo, di comprenderlo, la possibilità di essere più serena in un periodo in cui la propria fragilità era più evidente.
Da parte mia devo dire invece che l’insegnamento che ognuna di voi mi offre, poiché non c’è una mamma uguale all’altra come non esiste una regola valida per tutti i neonati, anche se gemelli, è migliore rispetto a qualsiasi corso di formazione, a qualunque scuola o master che si possa frequentare.
A questo proposito un giorno un papà durante il cambio del pannolino del piccolo,mentre parlavo con uno dei suoi bimbi nei primi giorni di affiancamento mi disse proprio, “ho capito il suo segreto lei osserva molto i bimbi”! Io lo guardai un pò sorpresa e gli risposi,”non credevo di avere segreti, ma per comprendere i piccoli non posso fare altro che osservarli e capire cosa ci vogliono comunicare quando hanno una difficoltà”.
Sono una persona semplice e le mie emozioni traspaiono, ed anche miei affetti, nonostante abbia affiancato molte mamme e neonati nel corso della mia esperienza, ogni volta questa coppia madre-bambino non smette di suscitare in me tenerezza e grande rispetto; vederli crescere, poiché crescere un neonato dà modo di crescere anche una mamma, e sapere che ho dato il mio piccolo contributo per la loro serenità mi riempie di gioia e di gratitudine perché sento di crescere anch’io insieme a loro.

In occasione di un affiancamento più lungo dei soliti, mi venne chiesto di scrivere un pensiero, e quello che mi venne fu :” ti lascio non perché ti voglio meno bene, ma perché altre mamme come la tua possano sorridere essendo serene”.
In questa lettera aperta non posso fare a meno di ringraziare anche il mio compagno e le nostre figlie ormai grandi, che mi danno un grande supporto e non mi fanno sentire il peso del fatto che nei periodi di lavoro intenso sono meno presente, ma mi chiedono e partecipano con me alla crescita dei miei piccoli.
Un abbraccio a tutte voi e Buon cammino.

Virgy

Per saperne di più

Per saperne di più

PER SAPERNE DI PIU’

Gravidanza e parto

valentina3(quasi tutti questi libri sono disponibili a prezzo scontato sul sito www.internetbookshop.it)

Michel Odent, L’agricoltore e il ginecologo, Il leone verde (l’industrializzazione della nascita)

Michel Odent, Il cesareo, Ed. Blu

Verena Schmid, Venire al mondo dare alla luce, URRA

Francesco D’Ingiullo, Nati in casa. Le custodi della nascita raccontano, Altica edizioni (con l’indirizzario delle doule in Italia)

Ina Gaskin, La gioia del parto, Bonomi (segreti e virtù del corpo femminile durante il travaglio e la nascita).

Elisabetta Malvagna, Partorirai senza paura, Red

Fiona Marshall, Mamma in blu, Salani (che cos’è la depressione post-partum: riconoscerla, prevenirla, superarla)

Cleri Huber, Il dono della depressione, Mondadori

Grazia Honegger Fresco, Facciamo la nanna, Il leone verde

Giorgia Cozza, Quando l’attesa si interrompe, Il leone verde (riflessione e testimonianza sulla perdita prenatale)

Sheila Kitzinger, Il bambino, l’attesa e nascita, Mondadori 1998

Sheila Kitzinger, Il bambino, il primo anno di vita (una guida preziosa per crescere insieme al vostro bimbo), Mondadori 1998

Miriam Stoppard, La gravidanza e la nascita, Idealibri 1994

Yehudi Gordon, Janet Balaskas, Avremo un bambino. La nuova guida completa per la gravidanza, il parto, i primi mesi, Red 1989

L. Nava, Alimentazione in gravidanza, Ed. Red

Auckett, Massaggio per i vostri bambini, Ed. Red

L’arte dell’allattamento materno, a cura de La Leche League International

M. Klaus e P. Klaus, Venire al mondo, Pensiero Scientifico Editore

Alberto e Piero Angela, La straordinaria avventura di una vita che nasce, Mondadori 1998

Frederick Leboyer, Per una nascita senza violenza, Bompiani 1984

Frederick Leboyer, Shantala. L’arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici, Sonzogno 1996

Frederick Leboyer, Dalla luce il bambino. Itinerario yoga per il parto come gioiosa rinascita, Bompiani

La figura della doula

Esiste solo un testo tradotto in italiano, mentre ce ne sono moltissimi in inglese. Ve ne propongo alcuni di mia scelta (disponibili su www.amazon.com)

Marshall Klaus e altri, Far da madre alla madre. Come una doula puo` aiutare ad avere un parto piu’ breve, piu’ facile, piu’ sicuro, Il Pensiero Scientifico, 1994 (lo trovate su www.internetbookshop.it)

Penny Simkin, The birth partner. Everything you need to know to help a woman through childbirth, Harvard Common Pr, 1989

Paulina Perez, Cheryl Snedeker, Special women: the role of the professional labor assistant, Cutting Edge Press, 1994

Diana Korte, Roberta Scaer, A good birth, a safe birth: choosing and having the childbirth experience you want, 3rd revised edition, Harvard Common Pr, 1992

Rahima Baldwin, Special delivery: the complete guide to informed birth, Paperback 1990.

About me

Mi chiamo Virginia Mereu ho 52 anni e dall’età di 18 anni mi occupo di bimbi e di mamme.
Dopo aver conseguito un diploma di Ass. di Comunità infantile Montessori ho lavorato per diversi anni nell’asilo nido della Banca d’Italia con bimbi fino ai tre anni.
Il mio interesse però si rivolgeva sempre più al neonato ed a tutta quella fase precedente che è la gravidanza ed il parto.
Con grande naturalità e serenità mi sono affacciata alla prima esperienza di giovane mamma, godendo pienamente il mio pancione e poi la mia piccola bimba.
Il periodo dell’allattamento al seno, durato cinque mesi e mezzo, è stato davvero bellissimo e direi molto intimo, ma anche tutte le piccole e grandi conquiste hanno dato una vera svolta alla mia vita.
Con la nascita della seconda figlia avvenuta dodici anni dopo e con delle vicissitudini molto intense, ho davvero preso la mia vita professionale tra le mani e l’ho rivoluzionata.
Ho iniziato a frequentare corsi, partecipare a conferenze, incontri che potessero formarmi e farmi comprendere meglio come fare per essere accanto ad una mamma in quel periodo così intenso, particolare, unico e se vogliamo anche critico della gravidanza,del parto, del primo periodo di vita del piccolo,e della formazione di una nuova famiglia.
Nessun corso però è così formativo come l’essere accanto ad una mamma ed al suo bimbo in questo particolare periodo.
Ogni volta mi stupisco di come i miei insegnanti siano loro e di come attraverso loro io riesco a crescere.
La prima cosa che ha sottolineato la mia professione è il rispetto dell’altro in questo caso della mamma e più ancora del neonato e mai come in questo periodo della vita di una donna deve essere applicato.

Non ci sono clichè che possano andar bene per tutti, per ognuno c’è una modalità diversa un approccio del tutto unico ed è solo grazie all’osservazione ed al dialogo che emerge quella migliore.
Si certamente ogni mamma ha bisogno di essere rassicurata, ma solo per far emergere quella grande risorsa interna che forse ancora non sa di possedere.
E’ una gioia intensa quella che proprio pochi giorni fa ho provato quando una mamma che ho per l’appunto affiancato due mesi fa e telefonicamente mi diceva ‘’ vieni a vederlo, il piccolo ti cerca’’ .

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