di Virginia Mereu | Gen 1, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
Lettera a tutte le mamme e le future mamme.
Carissime, sono 10 anni che io ho dato vita al mio sito www.doula.it , per informare
le future mamme dell’aiuto che poteva venire dalla figura della doula, o aiuto madre, o educatrice perinatale, ed è proprio attraverso il mio sito che vorrei scrivere una lettera alle mie mamme ed a tutte le future mamme che hanno pensato o deciso di percorrere un tratto della loro vita affiancate da me.
Io vorrei ringraziarvi tutte perché nel corso degli anni mi avete dato la vostra fiducia, l’amicizia ,il vostro affetto e qualche volta, per motivi inerenti alla salute, avete anche affidato interamente i vostri piccoli tesori nelle mie mani, poiché impossibilitate o lontane, poiché ricoverate.
Io vi ringrazio per non avermi considerato una “tata”, anche se ho tutto il rispetto per le persone che svolgono questa professione, ma una persona che vi ha affiancato e dato sostegno, lasciandovi protagoniste in un periodo così bello, intenso e delicato come la nascita del vostro bimbo o bimbi.
Sì, perché sempre più spesso mi capita di essere di supporto ad una coppia di genitori in attesa di due bimbi e se non è semplice uscire di casa in due e rientrare in tre, quando si torna a casa dalla clinica in quattro la cosa è un pochino più ..impegnativa.
O ancora la mamma mi chiama, mi annuncia la futura nascita del secondogenito ed è molto bello sentire l’affetto con cui mi chiede: “ tu ci sarai vero? Tu sei parte della famiglia”.
Non ha importanza il fatto di essere già passate per quelle fasi e di sentirsi sicure per le cure del bimbo ma sapere di avere accanto un’amica oltre che una persona professionalmente preparata su cui contare è importante.
Ognuna di voi ogni volta che si concludono gli incontri giornalieri e si passa alla fase in cui ci si vede dopo qualche giorno, o semplicemente per prendere un tè, mi dice di aver appreso molte cose in quel periodo: la capacità di osservare il proprio piccolo, di comprenderlo, la possibilità di essere più serena in un periodo in cui la propria fragilità era più evidente.
Da parte mia devo dire invece che l’insegnamento che ognuna di voi mi offre, poiché non c’è una mamma uguale all’altra come non esiste una regola valida per tutti i neonati, anche se gemelli, è migliore rispetto a qualsiasi corso di formazione, a qualunque scuola o master che si possa frequentare.
A questo proposito un giorno un papà durante il cambio del pannolino del piccolo,mentre parlavo con uno dei suoi bimbi nei primi giorni di affiancamento mi disse proprio, “ho capito il suo segreto lei osserva molto i bimbi”! Io lo guardai un pò sorpresa e gli risposi,”non credevo di avere segreti, ma per comprendere i piccoli non posso fare altro che osservarli e capire cosa ci vogliono comunicare quando hanno una difficoltà”.
Sono una persona semplice e le mie emozioni traspaiono, ed anche miei affetti, nonostante abbia affiancato molte mamme e neonati nel corso della mia esperienza, ogni volta questa coppia madre-bambino non smette di suscitare in me tenerezza e grande rispetto; vederli crescere, poiché crescere un neonato dà modo di crescere anche una mamma, e sapere che ho dato il mio piccolo contributo per la loro serenità mi riempie di gioia e di gratitudine perché sento di crescere anch’io insieme a loro.
In occasione di un affiancamento più lungo dei soliti, mi venne chiesto di scrivere un pensiero, e quello che mi venne fu :” ti lascio non perché ti voglio meno bene, ma perché altre mamme come la tua possano sorridere essendo serene”.
In questa lettera aperta non posso fare a meno di ringraziare anche il mio compagno e le nostre figlie ormai grandi, che mi danno un grande supporto e non mi fanno sentire il peso del fatto che nei periodi di lavoro intenso sono meno presente, ma mi chiedono e partecipano con me alla crescita dei miei piccoli.
Un abbraccio a tutte voi e Buon cammino.
Virgy
di Virginia Mereu | Gen 1, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
PER SAPERNE DI PIU’
Gravidanza e parto
(quasi tutti questi libri sono disponibili a prezzo scontato sul sito www.internetbookshop.it)
Michel Odent, L’agricoltore e il ginecologo, Il leone verde (l’industrializzazione della nascita)
Michel Odent, Il cesareo, Ed. Blu
Verena Schmid, Venire al mondo dare alla luce, URRA
Francesco D’Ingiullo, Nati in casa. Le custodi della nascita raccontano, Altica edizioni (con l’indirizzario delle doule in Italia)
Ina Gaskin, La gioia del parto, Bonomi (segreti e virtù del corpo femminile durante il travaglio e la nascita).
Elisabetta Malvagna, Partorirai senza paura, Red
Fiona Marshall, Mamma in blu, Salani (che cos’è la depressione post-partum: riconoscerla, prevenirla, superarla)
Cleri Huber, Il dono della depressione, Mondadori
Grazia Honegger Fresco, Facciamo la nanna, Il leone verde
Giorgia Cozza, Quando l’attesa si interrompe, Il leone verde (riflessione e testimonianza sulla perdita prenatale)
Sheila Kitzinger, Il bambino, l’attesa e nascita, Mondadori 1998
Sheila Kitzinger, Il bambino, il primo anno di vita (una guida preziosa per crescere insieme al vostro bimbo), Mondadori 1998
Miriam Stoppard, La gravidanza e la nascita, Idealibri 1994
Yehudi Gordon, Janet Balaskas, Avremo un bambino. La nuova guida completa per la gravidanza, il parto, i primi mesi, Red 1989
L. Nava, Alimentazione in gravidanza, Ed. Red
Auckett, Massaggio per i vostri bambini, Ed. Red
L’arte dell’allattamento materno, a cura de La Leche League International
M. Klaus e P. Klaus, Venire al mondo, Pensiero Scientifico Editore
Alberto e Piero Angela, La straordinaria avventura di una vita che nasce, Mondadori 1998
Frederick Leboyer, Per una nascita senza violenza, Bompiani 1984
Frederick Leboyer, Shantala. L’arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici, Sonzogno 1996
Frederick Leboyer, Dalla luce il bambino. Itinerario yoga per il parto come gioiosa rinascita, Bompiani
La figura della doula
Esiste solo un testo tradotto in italiano, mentre ce ne sono moltissimi in inglese. Ve ne propongo alcuni di mia scelta (disponibili su www.amazon.com)
Marshall Klaus e altri, Far da madre alla madre. Come una doula puo` aiutare ad avere un parto piu’ breve, piu’ facile, piu’ sicuro, Il Pensiero Scientifico, 1994 (lo trovate su www.internetbookshop.it)
Penny Simkin, The birth partner. Everything you need to know to help a woman through childbirth, Harvard Common Pr, 1989
Paulina Perez, Cheryl Snedeker, Special women: the role of the professional labor assistant, Cutting Edge Press, 1994
Diana Korte, Roberta Scaer, A good birth, a safe birth: choosing and having the childbirth experience you want, 3rd revised edition, Harvard Common Pr, 1992
Rahima Baldwin, Special delivery: the complete guide to informed birth, Paperback 1990.
di Virginia Mereu | Gen 1, 2012 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
Mi chiamo Virginia Mereu ho 52 anni e dall’età di 18 anni mi occupo di bimbi e di mamme.
Dopo aver conseguito un diploma di Ass. di Comunità infantile Montessori ho lavorato per diversi anni nell’asilo nido della Banca d’Italia con bimbi fino ai tre anni.
Il mio interesse però si rivolgeva sempre più al neonato ed a tutta quella fase precedente che è la gravidanza ed il parto.
Con grande naturalità e serenità mi sono affacciata alla prima esperienza di giovane mamma, godendo pienamente il mio pancione e poi la mia piccola bimba.
Il periodo dell’allattamento al seno, durato cinque mesi e mezzo, è stato davvero bellissimo e direi molto intimo, ma anche tutte le piccole e grandi conquiste hanno dato una vera svolta alla mia vita.
Con la nascita della seconda figlia avvenuta dodici anni dopo e con delle vicissitudini molto intense, ho davvero preso la mia vita professionale tra le mani e l’ho rivoluzionata.
Ho iniziato a frequentare corsi, partecipare a conferenze, incontri che potessero formarmi e farmi comprendere meglio come fare per essere accanto ad una mamma in quel periodo così intenso, particolare, unico e se vogliamo anche critico della gravidanza,del parto, del primo periodo di vita del piccolo,e della formazione di una nuova famiglia.
Nessun corso però è così formativo come l’essere accanto ad una mamma ed al suo bimbo in questo particolare periodo.
Ogni volta mi stupisco di come i miei insegnanti siano loro e di come attraverso loro io riesco a crescere.
La prima cosa che ha sottolineato la mia professione è il rispetto dell’altro in questo caso della mamma e più ancora del neonato e mai come in questo periodo della vita di una donna deve essere applicato.
Non ci sono clichè che possano andar bene per tutti, per ognuno c’è una modalità diversa un approccio del tutto unico ed è solo grazie all’osservazione ed al dialogo che emerge quella migliore.
Si certamente ogni mamma ha bisogno di essere rassicurata, ma solo per far emergere quella grande risorsa interna che forse ancora non sa di possedere.
E’ una gioia intensa quella che proprio pochi giorni fa ho provato quando una mamma che ho per l’appunto affiancato due mesi fa e telefonicamente mi diceva ‘’ vieni a vederlo, il piccolo ti cerca’’ .
di Virginia Mereu | Dic 31, 2011 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula
Cos’è una “doula”?
La parola viene dal Greco e significa, letteralmente, “colei che serve la donna”. In
quasi tutte le culture, attraverso i secoli, durante il parto le donne sono state circondate e assistite da altre donne: non solo ostetriche, ma anche parenti, amiche o persone esperte di parto, in grado di assicurare conforto emotivo e sostegno.
Oggi la presenza di queste figure si è fatta più rara, ma non è venuta meno la necessità di aiuto, guida e rassicurazione alla donna che partorisce.
La struttura ospedaliera, dove pure si trovano professionisti con grande esperienza nel trattare anche le necessità emotive e fisiche della partoriente, può giovarsi dell’aiuto e della collaborazione dell’educatrice prenatale, o doula, in tutte le fasi del travaglio e del parto, per assicurare alla partoriente un sostegno veramente costante e personalizzato.
Ma l’impegno della doula non si esaurisce nella collaborazione in ospedale. Essenziale è anche il sostegno che può dare ai neogenitori a casa quando per la prima volta si ritrovano a tu per tu con il proprio bimbo e rischiano di sentirsi abbandonati.
E` dunque questo l’antico, e sempre attuale, ruolo della doula
di Virginia Mereu | Set 11, 2011 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme, Neonato
Sto arrivando … vedrai … arriverò presto …
Paura, gioia immensa, smarrimento, emozione … tantissima …
Tantissima emozione.
Lo desideravo tanto e al primo tentativo è andata bene?
Per la prima volta mi è successa una cosa in maniera naturale, semplice… senza drammi?
Possibile davvero?
Il mio desiderio si è esaudito ma adesso…
Oddio… il mio sangue… la mia eparina… può aver fatto male al bambino…
Le analisi cosa dicono?
Fino alla 6° settimana posso stare tranquilla: L’ematologo mi aveva detto di essere prudente il giorno dopo la prima ecografia …
Speravo in un’esperienza rilassante ed emozionante, invece sono uscita dal suo studio piangendo.
<< Si… qualcosa c’è signora … Il sacco amniotico ed un “micro” sacco vitellino… si vedono …
Ma mi dispiace dirglielo … potrebbe finire tutto così … in una bolla di sapone.
Non si faccia troppe illusioni. >>
Illusioni io?
Io che fino a non più tardi di 6 anni fa lottavo per sopravvivere … Ora sono incinta!
Quale bolla di sapone… io sono incinta… capite… io sono i-n-c-i-n-t-a !!!
Nonostante i miei problemi di salute.
La creatura dovrebbe nascere il 5 maggio… il giorno del compleanno di mia madre… e questo è un segno… forse che il destino mi ha tolto lei ma per donarmi un amore ancora più grande nella vita!
Ed io lo so … andrà tutto bene!
Sono stati mesi in cui mi sono presa molta cura di me stessa…
Mio marito viveva a 600 km di distanza e lo vedevo poco: passavo giornate intere senza vedere nessuno.
Descrivere ora il mio stato d’animo è davvero difficile, vivevo in uno stato di grazia… ma con molte ansie.
Ero seguita da due medici contemporaneamente ed anche se facevo un controllo a settimana, io ero sicura… Lei era mia figlia e avrei vissuto con lei. L’avrei vista crescere.
Nulla avrebbe potuto impedirmelo.
Dopo il quarto mese ho salutato uno dei due medici… e mi sono affidata al ginecologo più pratico, conciso, incisivo e realista che potessi trovare.
E così per 3 mesi, andavo alle lezioni di nuoto per gestanti due volte alla settimana.
Facevo una vita tranquilla: non troppo tempo in macchina, non troppe ore fuori casa, non troppo tempo in piedi !
Insomma stavo bene.
Poi all’ecografia di controllo alla 30° settimana, i medici riscontrarono un livello di liquido amniotico piuttosto scarso.
<< … Riposo totale per un mese…. >> Ovviamente vivendo sola con due cani non era facile.
Dire di essere stata completamente a riposo… comunque non potrei.
E così… dopo 5 settimane ecco il ricovero “preventivo” e poi… il parto cesareo.
La mia bimba è piccolina… vederla portare in incubatrice è stato un misto di gioia e dolore.
Sapevo che non avrei potuto portarla subito in camera con me, ma non immaginavo che il suo peso non arrivasse nemmeno a 2 kg…
Come non immaginavo la terapia intensiva…
Mio marito l’ha vista, è tranquillo. Dice << è in incubatrice al caldo: l’aiutano con un po’ d’ossigeno …
Ma va tutto bene, i medici sono tranquilli >>.
Anche io lo vedo tranquillo… Ma già leggere l’opuscolo delle regole comportamentali da tenere nel reparto, assieme al fatto di avere una chiave per l’armadietto, mi fa capire che di tempo ne passeremo tanto lì dentro.
Finalmente arriva l’attimo in cui incontro la mia piccolina:
non sono riuscita nemmeno a darle un bacio appena nata, non conosce il tocco della mia mano…
Dolorante e ancora incapace di camminare, mi dirigo con la sedia a rotelle in quella stanza dove si può accedere solamente con grembiule e mascherina…..
Quando vidi la mia cucciola, volevo morire.
Le sue piccole costole si allargavano a dismisura ad ogni suo affannoso respiro, e soprattutto quel respiratore al naso !
<< Come ho potuto farle questo… >> è stata la prima cosa che ho pensato… come ho potuto non essere un nido accogliente per lei, un luogo sano… io sono la sua Mamma !!!
Io che sono stata 6 mesi attaccata ad un respiratore per poter sopravvivere, non posso accettare che mia figlia già dal suo primo respiro, debba patire la stessa cosa.
Mi ricordo che il pediatra cercava di rassicurarmi, mentre le lacrime e i singhiozzi prendevano il sopravvento.
Ricordo di avergli chiesto: ”sopravviverà vero ?“
Adesso, la vedo come la domanda più sciocca che potessi fare.
Bastava guardarsi intorno: cucciolini di poco più di 500gr che lottavano per la vita …
Dopo un paio di giorni mi sono sentita molto fortunata.
Certo le persone non aiutano, mi guardavano quasi con disgusto quando dicevo che la mia bimba era nata prematura e che troppo piccola, stava in TIN.
Le ostetriche molto distaccate, sembrava quasi ingiusto che io chiedessi assistenza, solamente perché non avevo la bimba in camera con me.
Qualcuno m’ha detto: ”con quelle tette piccole non ti verrà mai il latte”.
Io lo tiravo ogni 3 ore e ne usciva pochissimo:
Stremata dalla febbre, dagli antibiotici, dalla situazione, mi sentivo dire: ”tutto li ??”
Tutto questo è durato ben 14 giorni ma quei brutti momenti sono stati spazzati via da gioie continue.
Tornare a casa con uno scricciolino di 2 kg mi intimoriva un po’ …
Ma ad aspettarmi a casa c’era Lei.
Lei che per caso è entrata nella nostra vita, Lei che dopo una telefonata, ho subito sentito essere parte della famiglia. La sua voce così calma, il suo sorriso così materno, il rispetto verso ogni piccolo gesto nei confronti della mia cucciolina.
In un momento davvero difficile tra me e mio marito lei era li, a darmi quei consigli da mamma che ho desiderato per nove mesi, con quella comprensione e quella tranquillità che non ero più riuscita a trovare.
Per una settimana è stata la mia confidente, il mio punto fermo e so che per sempre sarà
… un’amica mia.
Valentina e la piccola Sveva.
di Virginia Mereu | Lug 18, 2011 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
Nel corso della mia esperienza ho conosciuto molte mamme e molti neonati a cui vorrei rivolgermi.
Molte mi hanno contattato durante la gravidanza ed allora ho ascoltato i loro propositi: “ vorrei effettivamente rispettare i tempi del mio piccolo ”, o “vorrei dare un’impostazione al mio bambino, per non diventarne schiava”, o ancora “ credo che l’allattamento al seno a richiesta sia una cosa fantastica”, o al contrario, “non posso concepire che si possa spendere tanto tempo dietro un allattamento al seno, penso che darò da subito il latte artificiale”.
Io sono solita ascoltare, senza prendere posizioni, è la futura mamma che deve fare ciò che sente, nessun altro può intervenire in proposito senza provocare danni.
Naturalmente sono per un allattamento al seno e lo sostengo molto e devo dire che quasi tutte le mamme che affianco lo sostengono, ma ci sono anche delle eccezioni che vanno rispettate.
C’è anche da aggiungere un’altra cosa, ultimamente ho sostenuto diversi bimbi nati prematuri, alla 34° o 35° settimana, molti gemelli, di conseguenza con un basso peso e con giorni e a volte settimane di degenza.
La conseguenza di tutto ciò è che, la mamma, dopo una breve permanenza in ospedale esce senza il suo piccolo, con una sofferenza ed un ansia importanti, o in casi estremi portarne a casa uno solo poiché l’altro non ce l’ha fatta.
In ogni situazione c’è un atteggiamento diverso, un sostegno direi personalizzato, c’è il sostegno pratico da effettuare, ma anche l’aspetto emotivo da non sottovalutare.
Io stessa mi sono trovata davanti ad una scelta da fare: aiutare la mamma ad allattare al seno per farli stare il più possibile accanto e recuperare l’aspetto emotivo, rischiando però di far stancare molto il bimbo e non fargli prendere la giusta quantità di latte, o invece darglielo con il biberon per cercare di farglielo prendere tutto e aiutarlo nella crescita?
Poiché se con un neonato di gr 3.000, gr 3.500, possiamo aspettare se il latte tarda a scendere e possiamo dare tempo al tempo, con un esserino nato di 1.800 grammi, sceso a 1.600, portato fuori dall’ospedale con fatica a 1.900 gr, io non mi sento di suggerire ad una mamma, stressata e stremata, di togliersi il latte con il tiralatte e darlo al bimbo o ai suoi due bimbi, il tutto ogni due ore e mezzo.
Ogni cosa va calibrata a seconda delle situazioni, non dimenticando mai il bene di entrambi.
A volte tutto procede secondo i sogni, come previsto, altre invece i sogni vengono infranti da un parto prematuro ed allora la cosa migliore è affrontare le emergenze vivendo giorno per giorno le situazioni.