Lettera a tutte le mamme e le future mamme

Lettera a tutte le mamme e le future mamme

Lettera a tutte le mamme e le future mamme.

Carissime, sono 10 anni che io ho dato vita al mio sito www.doula.it , per informare Fotolia_10565503_XS-300x225le future mamme dell’aiuto che poteva venire dalla figura della doula, o aiuto madre, o educatrice perinatale, ed è proprio attraverso il mio sito che vorrei scrivere una lettera alle mie mamme ed a tutte le future mamme che hanno pensato o deciso di percorrere un tratto della loro vita affiancate da me.
Io vorrei ringraziarvi tutte perché nel corso degli anni mi avete dato la vostra fiducia, l’amicizia ,il vostro affetto e qualche volta, per motivi inerenti alla salute, avete anche affidato interamente i vostri piccoli tesori nelle mie mani, poiché impossibilitate o lontane, poiché ricoverate.
Io vi ringrazio per non avermi considerato una “tata”, anche se ho tutto il rispetto per le persone che svolgono questa professione, ma una persona che vi ha affiancato e dato sostegno, lasciandovi protagoniste in un periodo così bello, intenso e delicato come la nascita del vostro bimbo o bimbi.
Sì, perché sempre più spesso mi capita di essere di supporto ad una coppia di genitori in attesa di due bimbi e se non è semplice uscire di casa in due e rientrare in tre, quando si torna a casa dalla clinica in quattro la cosa è un pochino più ..impegnativa.
O ancora la mamma mi chiama, mi annuncia la futura nascita del secondogenito ed è molto bello sentire l’affetto con cui mi chiede: “ tu ci sarai vero? Tu sei parte della famiglia”.

Non ha importanza il fatto di essere già passate per quelle fasi e di sentirsi sicure per le cure del bimbo ma sapere di avere accanto un’amica oltre che una persona professionalmente preparata su cui contare è importante.
Ognuna di voi ogni volta che si concludono gli incontri giornalieri e si passa alla fase in cui ci si vede dopo qualche giorno, o semplicemente per prendere un tè, mi dice di aver appreso molte cose in quel periodo: la capacità di osservare il proprio piccolo, di comprenderlo, la possibilità di essere più serena in un periodo in cui la propria fragilità era più evidente.
Da parte mia devo dire invece che l’insegnamento che ognuna di voi mi offre, poiché non c’è una mamma uguale all’altra come non esiste una regola valida per tutti i neonati, anche se gemelli, è migliore rispetto a qualsiasi corso di formazione, a qualunque scuola o master che si possa frequentare.
A questo proposito un giorno un papà durante il cambio del pannolino del piccolo,mentre parlavo con uno dei suoi bimbi nei primi giorni di affiancamento mi disse proprio, “ho capito il suo segreto lei osserva molto i bimbi”! Io lo guardai un pò sorpresa e gli risposi,”non credevo di avere segreti, ma per comprendere i piccoli non posso fare altro che osservarli e capire cosa ci vogliono comunicare quando hanno una difficoltà”.
Sono una persona semplice e le mie emozioni traspaiono, ed anche miei affetti, nonostante abbia affiancato molte mamme e neonati nel corso della mia esperienza, ogni volta questa coppia madre-bambino non smette di suscitare in me tenerezza e grande rispetto; vederli crescere, poiché crescere un neonato dà modo di crescere anche una mamma, e sapere che ho dato il mio piccolo contributo per la loro serenità mi riempie di gioia e di gratitudine perché sento di crescere anch’io insieme a loro.

In occasione di un affiancamento più lungo dei soliti, mi venne chiesto di scrivere un pensiero, e quello che mi venne fu :” ti lascio non perché ti voglio meno bene, ma perché altre mamme come la tua possano sorridere essendo serene”.
In questa lettera aperta non posso fare a meno di ringraziare anche il mio compagno e le nostre figlie ormai grandi, che mi danno un grande supporto e non mi fanno sentire il peso del fatto che nei periodi di lavoro intenso sono meno presente, ma mi chiedono e partecipano con me alla crescita dei miei piccoli.
Un abbraccio a tutte voi e Buon cammino.

Virgy

About me

Mi chiamo Virginia Mereu ho 52 anni e dall’età di 18 anni mi occupo di bimbi e di mamme.
Dopo aver conseguito un diploma di Ass. di Comunità infantile Montessori ho lavorato per diversi anni nell’asilo nido della Banca d’Italia con bimbi fino ai tre anni.
Il mio interesse però si rivolgeva sempre più al neonato ed a tutta quella fase precedente che è la gravidanza ed il parto.
Con grande naturalità e serenità mi sono affacciata alla prima esperienza di giovane mamma, godendo pienamente il mio pancione e poi la mia piccola bimba.
Il periodo dell’allattamento al seno, durato cinque mesi e mezzo, è stato davvero bellissimo e direi molto intimo, ma anche tutte le piccole e grandi conquiste hanno dato una vera svolta alla mia vita.
Con la nascita della seconda figlia avvenuta dodici anni dopo e con delle vicissitudini molto intense, ho davvero preso la mia vita professionale tra le mani e l’ho rivoluzionata.
Ho iniziato a frequentare corsi, partecipare a conferenze, incontri che potessero formarmi e farmi comprendere meglio come fare per essere accanto ad una mamma in quel periodo così intenso, particolare, unico e se vogliamo anche critico della gravidanza,del parto, del primo periodo di vita del piccolo,e della formazione di una nuova famiglia.
Nessun corso però è così formativo come l’essere accanto ad una mamma ed al suo bimbo in questo particolare periodo.
Ogni volta mi stupisco di come i miei insegnanti siano loro e di come attraverso loro io riesco a crescere.
La prima cosa che ha sottolineato la mia professione è il rispetto dell’altro in questo caso della mamma e più ancora del neonato e mai come in questo periodo della vita di una donna deve essere applicato.

Non ci sono clichè che possano andar bene per tutti, per ognuno c’è una modalità diversa un approccio del tutto unico ed è solo grazie all’osservazione ed al dialogo che emerge quella migliore.
Si certamente ogni mamma ha bisogno di essere rassicurata, ma solo per far emergere quella grande risorsa interna che forse ancora non sa di possedere.
E’ una gioia intensa quella che proprio pochi giorni fa ho provato quando una mamma che ho per l’appunto affiancato due mesi fa e telefonicamente mi diceva ‘’ vieni a vederlo, il piccolo ti cerca’’ .

Cos’è una “doula”?

Cos’è una “doula”?

Cos’è una “doula”?

La parola viene dal Greco e significa, letteralmente, “colei che serve la donna”. In testatinaquasi tutte le culture, attraverso i secoli, durante il parto le donne sono state circondate e assistite da altre donne: non solo ostetriche, ma anche parenti, amiche o persone esperte di parto, in grado di assicurare conforto emotivo e sostegno.

Oggi la presenza di queste figure si è fatta più rara, ma non è venuta meno la necessità di aiuto, guida e rassicurazione alla donna che partorisce.

La struttura ospedaliera, dove pure si trovano professionisti con grande esperienza nel trattare anche le necessità emotive e fisiche della partoriente, può giovarsi dell’aiuto e della collaborazione dell’educatrice prenatale, o doula, in tutte le fasi del travaglio e del parto, per assicurare alla partoriente un sostegno veramente costante e personalizzato.

Ma l’impegno della doula non si esaurisce nella collaborazione in ospedale. Essenziale è anche il sostegno che può dare ai neogenitori a casa quando per la prima volta si ritrovano a tu per tu con il proprio bimbo e rischiano di sentirsi abbandonati.

E` dunque questo l’antico, e sempre attuale, ruolo della doula

L’incontro con i gemelli

L’incontro con i gemelli.

Negli ultimi anni la possibilità di incontrare mamme in attesa di gemelli è aumentata notevolmente rispetto ad una decina di anni fa.
Se è vero che sempre più coppie hanno problemi di infertilità, o di fertilità ridotta è altrettanto vero che al contrario di un tempo ci sono più coppie che si rivolgono a centri specializzati per superare questi problemi.
Anni fa, una coppia, dopo anni di matrimonio, non vedendo arrivare un bambino iniziava a fare delle indagini, anzi la donna si sottoponeva ad esami per individuarne la causa e, solo dopo aver determinato l’assoluta mancanza di problematiche a suo carico, il marito iniziava ad effettuare dei test per stabilire cosa non andasse esattamente. Il tutto però rimaneva un segreto, poiché se un uomo non era fertile la cosa doveva rimanere un segreto, quasi che tutto ciò riguardasse la capacità sessuale maschile.
Quando poi veniva diagnosticato un problema serio od insormontabile all’inizio era sconcertante, ma poi veniva accettato e la coppia si arrendeva alla cosa
Oggi questo tabù è stato quasi completamente superato e la coppia inizia insieme ad effettuare i test quando il pargoletto tarda ad arrivare. Inoltre c’è da dire che molti problemi vengono superati con le nuove tecniche di fecondazione.
Da principio c’è il proprio ginecologo che cerca di aiutare la coppia e quando però si è compreso che il problema va al di là dell’ aiuto ormonale, ci si rivolge ai centri specializzati per effettuare degli interventi più impegnativi di fecondazione assistita.
Tutto questo ha determinato anche il fatto che si possono avere delle gravidanze gemellari o addirittura plurime, quando si vanno ad impiantare più embrioni.
Quando incontro coppie in attesa di questo evento meraviglioso ma sconvolgente, mi rendo conto della grande difficoltà che incontrano ad immaginare il loro futuro con due o tre bimbi.
Anche perché per lo più non sono persone giovanissime, che hanno fino ad allora avuto un’ottica della loro vita molto libera ed indipendente, e realizzano che la propria vita sarà completamente diversa dopo il grande evento.
Molte mamme abituate ad avere tutto sotto controllo, hanno bisogno di pianificare il loro futuro e sono ansiose di non riuscire a farlo nella maniera voluta.
Altre invece sono completamente impreparate e c’è la difficoltà ad entrare nel nuovo ruolo.
Il mio approccio è diverso con ognuna di loro, ma una cosa vale bene per tutte: cercare di far emergere il senso di maternità che c’è dentro di loro e supportarle nei momenti di debolezza.
Il momento della nascita dei bimbi ed il successivo rientro a casa è sempre molto emozionante ma anche impegnativo, per lo più il parto viene programmato con un cesareo e la mamma non è immediatamente pronta per supportare i bimbi per un allattamento naturale ed allora ci sarà anche un supporto di latte in formula.
Inoltre può capitare che i bimbi possono non uscire dall’ospedale con la mamma, poiché non hanno raggiunto un peso che lo permetta o perché ci sono dei test non completamente positivi.
Allora la mamma rientra a casa, ma quando può raggiunge l’ospedale ogni giorno per verificare la crescita e per stare insieme ai piccoli, ma tutto ciò non è semplice ed il bisogno di essere supportata è maggiore.
L’avvio dei gemelli al rientro a casa non è esattamente come un neonato a termine, le poppate sono ad orario e non ci si può permettere di saltare una poppata perché dorme, sempre perché i piccoli hanno bisogno di un accrescimento costante.
Inoltre i bimbi nati prematuri, come i gemelli, tendono ad essere più pigri e lenti nella poppata e vanno monitorati costantemente.
Una cosa che ritengo molto importante e che non mi stanco mai di ripetere è che non bisogna mai dimenticare che ogni bimbo è un individuo a sé e che va considerato come tale e non considerarli una coppia, sono due fratelli, ognuno con il suo carattere, il suo peso, la sua personalità.
Insomma, nonostante lo sconvolgimento dell’avvio, la necessità di sonno da parte dei genitori, gli ormoni della mamma in caduta libera, l’equilibrio vacillante della nuova vita, va tenuto presente che i bimbi sono due o tre nella loro unicità e individualità.

Il mio essere doula

Il mio essere doula

Cosa significa per me essere una doula dopo quasi venti anni?
Quando ho iniziato questo percorso di affiancamenti alle future o neo mamme, non ero a conoscenza di questo termine, mi piaceva semplicemente essere un supporto poiché vedevo la difficoltà in alcune mamme di entrare in questa nuova esperienza di vita.
Il mio stare accanto alle mamme può avere tanti aspetti.
A volte mi capita di entrare in una famiglia tranquilla, dove la mamma ed il papà sono molto felici ed emozionati, magari un po’ imbranati, ma molto attenti al particolare e molto sensibili a tutto ciò che riguarda il loro piccolo, le cose scorrono semplici, il bambino è in genere sereno, tranquillo, dorme molto, mangia bene cioè si attacca al seno senza difficoltà e tutto procede liscio.
Altre volte invece i genitori hanno bisogno loro stessi di essere presi per mano e condotti passo passo.
Mi chiedono come fare a fargli fare il ruttino, ma anche se è meglio metterlo sul fianco destro o sinistro, insomma la loro incertezza e le loro ansie, la paura di fare qualcosa di sbagliato è talmente profonda che riuscire a far emergere il lato positivo e rassicurarli che quello che stanno facendo non può essere mai sbagliato vista l’attenzione che hanno nei riguardi del neonato, ma devono solo dare tempo al tempo e le cose andranno bene.
Non sempre però le cose sono così, mi sono capitate anche situazioni più impegnative, con la neo mamma caduta in depressione e papà all’estremo delle forze dove avevo bisogno di bilanciare l’intervento più sulla mamma che sul piccolo, prestando ugualmente molta attenzione al fatto che il bimbo aveva delle grandi coliche gassose con ripercussioni notturne non da sottovalutare.
Quando ciò accade, cerco di ascoltare molto la mamma trovando il giusto equilibrio tra l’esserle accanto e lasciarla agire da sola con il piccolo.
Molte volte, in questi casi, c’è da parte della mamma una mancanza di stima nei riguardi se se stessa, allora c’è bisogno di esaltare ciò che di bello la mamma produce sul suo neonato, ad esempio quando lo prende in braccio, o se piange e lo tranquillizza mettendolo al seno.
Alle volte invece sollevarla in un momento di grande stanchezza e lasciarla riposare senza farla sentire in colpa.
Essere un punto di forza è importante ma lo è altrettanto lasciare che i genitori agiscano da soli senza interferenze per renderli più indipendenti.

Pin It on Pinterest