di Virginia Mereu | Mar 5, 2011 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula, Esperienze di mamme
La mia esperienza di giovane mamma con una educatrice perinatale.
Quando aspettavo la mia prima figlia ero molto giovane, almeno per i canoni attuali moderni.
La mia gravidanza, a parte una iniziale fase con delle problematiche, era trascorsa serenamente, appena possibile ho iniziato il corso di preparazione alla nascita, nonostante avessi un diploma di educatrice Montessori, lavorassi nell’asilo nido della Banca d’Italia e fossi già ”ferrata” in materia di bimbi.
Il fatto di ritrovarmi con altre future mamme, che come me stavano attraversando un periodo bello ma delicato mi faceva sentire ancora più protetta ed a mio agio, aspettavo con gioia il giorno della settimana in cui ci saremmo potute incontrare e scambiare le nostre esperienze settimanali.
Al contrario di oggi che si fanno ecografie ogni mese o quasi, per monitorare l’evolversi della gravidanza all’epoca le cose erano più serene.
Andavo alla mia visita ginecologica una volta al mese o poco più ed allora essere con altre future mamme e parlare con loro delle progressioni dei nostri bimbi, dei movimenti nel pancione e confrontarci tra di noi ci rasserenava e mi faceva sentire al sicuro, nel luogo giusto.
In effetti sembra da come sono cambiate le cose, di parlare di un secolo fa, anche se invece sono trascorsi solo 29 anni, non ho nulla contro tutti i controlli aggiuntivi che si fanno ora, anche se forse un po’ si esagera a mio avviso, la mamma che aspetta un bimbo è una paziente e questa parola per me è sinonimo di malata
quando in realtà non è così.
Lo stesso Centro che frequentavo per il corso era anche il mio datore di lavoro dell’asilo nido, per cui molte delle persone che incontravo come moderatrici erano state anche mie insegnanti di scuola, per cui quando una persona fra queste mi propose un affiancamento al momento del rientro a casa accolsi con gioia questa possibilità.
La ragazza che mi presentò per l’affiancamento era una messicana che stava frequentando un corso di perfezionamento sul metodo Montessori, una mia coetanea stupenda, quanto dolce, delicata e riservata.
Dopo il parto, quando Valentina la mia piccola ed io siamo tornate a casa lei ha iniziato il suo percorso di affiancamento, dando un grosso contributo con la sua presenza sia per quello che riguardava un aiuto pratico ma soprattutto il fatto che fosse accanto a me mentre la stavo allattando, poterle confidare le mie incertezze, poter parlare della mia grande delusione riguardo al parto è stato fondamentale per superare il mio cesareo.
Mi ero molto preparata, con mio marito avevamo fatto un percorso fantastico per farla nascere e rispettarla nei suoi tempi, ma dopo aver fatto tutta la dilatazione ed essere arrivate in sala parto ci hanno dirottate in sala operatoria e la nostra bambina è nata attraverso un cesareo.
Lo sconcerto, la delusione, la rabbia, per non averla potuta vedere abbracciare coccolare proprio quando mancava poco, ed essermi svegliata dall’intervento in un ascensore è stato un trauma molto forte.
Il fatto che al rientro a casa quando mio marito era al lavoro ci fosse lei,Gloria questo è il suo nome, mi dava grande conforto, sapevo di avere una persona che mi comprendeva, mi ascoltava, mi consolava e mi metteva a riposo quando mi vedeva stanca.
E’ stata con noi per due mesi circa e Valentina le sorrideva e rispondeva con dei piccoli suoni alle sue parole o alle sue canzoncine messicane, è entrata a far parte della nostra vita della nostra giovane famiglia ed ancora la ricordiamo con affetto.
di Virginia Mereu | Feb 6, 2011 | Aiuto per la mamma, Articoli principali, Doula
Sono trascorsi 12 anni dalla mia apparizione nel web con il mio sito doula; ed allora mi sono detta, “perché non effettuare un bilancio di ciò che è stato da allora, cosa mi ha dato in più e se c’è stata una evoluzione nella mia professione grazie anche a questo strumento.
Devo dire che l’analisi non è stata poi così veloce come credevo fosse.
Prendere atto che sono trascorsi ben 12 anni è sicuramente un buon punto di partenza.
All’inizio la mia decisione di mettermi in gioco non è stata semplice, ma fui incoraggiata ed aiutata molto proprio da una mamma, divenuta un’ amica, in occasione del mio affiancamento per la nascita del suo bimbo.
Posso dire che ci siamo davvero aiutate a vicenda: lei con il suo bimbo mi spronava a mettere a disposizione di altre mamme la mia esperienza, e soprattutto far conoscere questa professione ad un’utenza allargata che poteva venire attraverso internet ,poiché se ancora oggi ci sono delle difficoltà a far comprendere alle persone cosa possa essere un’educatrice perinatale 12 anni fa era davvero un’ impresa pionieristica.
Io da parte mia credo di averla sostenuta proprio in una fase bellissima , ma altrettanto delicata ,di mamma inesperta e di moglie.
Così un po’ per gioco e un po’ per sfida ho iniziato il mio percorso!
Nella mia esperienza professionale ho partecipato a molti incontri, dibattiti, seminari che mi hanno dato molto, che mi hanno formato sotto un aspetto cognitivo per essere un supporto ed un ascolto attivo, ma ciò che più mi ha fatto crescere sono state proprio loro le mamme, le esperienze fatte accanto a loro.
Ognuna mi ha donato una parte di se, che mi ha permesso di crescere ed essere accanto a loro in modo speciale,unico.
Ho riscontrato che pur avendo problematiche simili c’è un approccio diverso per ognuna.
Fin dall’inizio ho dato importanza particolare agli incontri prima della nascita del piccolo o dei piccoli, visto che sempre più spesso mi capita negli ultimi anni di affiancare mamme con dei gemelli, prima di tutto per capire se c’è un feeling , se, come dico io, parliamo la stessa lingua, secondo poi perché la mamma ha sempre più bisogno di aprirsi e di parlare delle proprie esigenze.
Una tra le prime domande ,che mi pongono verso la fine della gravidanza durante i nostri incontri è,” io non mi sento affatto serena, mi vedo appesantita, poco attraente ed a momenti senza energie.
Cosa c’è che non va in me?.
Se altre donne sono riuscite perché io non riesco?Cosa mi sta accadendo?, è così per tutte? potrò mai tornare come prima?”
Altre volte invece,quando l’affiancamento avviene dopo la nascita, le mamme mi raccontano il loro parto ‘’naturale’’, poi, tracciandone il racconto,scopriamo insieme che di naturale ha avuto ben poco, ma c’è davvero un grande bisogno di ripercorrere quei momenti e comprendere al meglio ciò che è accaduto. Altre dopo un cesareo d’urgenza, scoprono che devono sorridere poiché il bimbo è sano e forte e poco importa se hanno voglia di piangere o rimanere sole:il loro compagno, i parenti, gli amici si aspettano questo e non altro.
No! non c’è posto per la tristezza, il palcoscenico è aperto, tutti si aspettano un atteggiamento di felicità ,e se la mamma non ha il tempo di fare una doccia, dare un’occhiata allo specchio o fare un pasto decente, allora le tornando alla mente le belle immagini delle modelle del giornale e mi chiede” allora sono io l’incapace?, sono davvero un’ingrata, cosa mi sta accadendo se non riesco a gioire fino in fondo per questo bimbo meraviglioso? Se non riesco a riprendere la mia vita.” Perché tutto ciò, mi chiedono.
Io non mi stanco di ripetere che siamo abituate, infatuate e rapite dalle pubblicità , dalle interviste con vip con il pancione sicure di sé, impegnate nella carriera, presenti ed efficienti in tutto, o neo mamme bellissime, attraenti, con dei bimbi splendidi, floridi all’interno di una casa magnifica, ordinata, dove tutto sembra naturale e la vita scorre meravigliosamente.
Ma la realtà è un’altra e non devono per questo sentirsi diverse o inadeguate, questo da modo di aprire veramente uno spiraglio e di sentirsi come sono realmente, senza veli e soprattutto senza essere giudicate .
Sono trascorsi 12 anni, le mamme sono cambiate in questo periodo,sono più mature e non solo perché la loro età è maggiore, ora sono più consapevoli che farsi dare un aiuto, un supporto non significa essere meno mamme, o non capaci ma semplicemente voler essere per i propri bimbi mamme migliori, più serene e attente e questa mi sembra un traguardo davvero speciale.
Naturalmente la strada è ancora lunga da percorrere, ma io non sono stanca, anzi le mamme, ogni giorno mi danno la forza nuova per poterla percorrere, sarebbe bello un giorno sapere che ogni mamma abbia accanto a se una doula con la quale condividere un tratto del suo percorso di vita.